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Reviews for: And Miles to Go Before I Sleep - Page 1 of 5
Kaien Brief 3/27/12 . chapter 1
such a tease, very good story
stgulik 12/29/11 . chapter 1
I'm reading all your stories today. They're beautifully done, especially this one. I'm glad to have discovered them.
tenoh27 9/18/11 . chapter 1
LOL at your AN as you basically killed all those salacious images which come to mind at the closing of this fic. Thank you for a wonderful hurt/comfort tale. :) Very well done!
Morzan's Elvish Daughter 8/20/11 . chapter 1
I thought you said there was more...? It says complere...
volumegx 3/18/11 . chapter 1
towel dropped to the floor eh?

lols, THEN WHAT HAPPENED!
Miravisu 8/3/10 . chapter 1
Naughtynaughty! What a cliffie! *grins big*
lemondrops154 12/30/09 . chapter 1
lol .. now there's a cliffhanger if i ever heard one.. :)
Malfoy's Kitten 7/7/08 . chapter 1
love it
Emeloo2 6/25/08 . chapter 1
Keep it coming! I really like Your approach to this pairing.
NymphZira 11/13/07 . chapter 1
Finally someone taking care of Snape! I love your fanfics! Please post some more youve left it in a hideous cliffhanger!

Z.
Cuccussette 7/23/07 . chapter 1
Hi, I'm Cuccussette. I keep a web of blogs with translated fictions. I'm asking permission to you for usie thei woinderful ficlet. I hope you'll write more - I don't care if now the saga has a diffrent sad ending. I like AU and the ship HG-SS. So I have translated your fic and I'd like to publish it. If you don't want, tell me and I'll never use your work. You can always use mine.

My mail or msn is

E MIGLIA DAVANTI PRIMA DI DORMIRE

And Miles to Go Before I Sleep di Wallyflower – Fiction non adatta ai più piccini, diciamo va dai 14 anni in su per la violenza e la situazione ambigua – Un certo Death Eater torna al sotterraneo, e trova una studentessa a prendersi cura di lui. – la poesia iniziale è di Robert Frost – Potrebbe avere un sequel; per ora non è stato scritto e comunque sarà una cosa alternativa ai libri.

Author: wallyflower - Fiction Rated: K- Romance/Angst- Everyone needs salvation. When night falls and the Death-Eater returns to his dungeons, he finds his student waiting to bind his wounds. A classroom romance. The poem is Robert Frost’s Stopping by Woods on a Snowy Evening, and according to Shannon from WIKTT, is has been used before in AB’s Blank Slate. … Also, please feel no anxiety about the ending. I myself am squicked at the thought of the two of them doing anything untoward while Hermione is still a student, and I assure you that this is not what they are doing.Go check it out Dedicated to the memory of Sirius Black, who lives on forever.

Alla memoria di Sirius Black, che vivrà per sempre.

*

Questi boschi sono, che credo di conoscere. - Whose woods these are I think I know.

La sua casa, eppure, è nel villaggio, - His house is in the village though;

Non vedrà che mi fermo qui, - He will not see me stopping here

per vedere i suoi boschi riempirsi di neve. - To watch his woods fill up with snow.

Il mio cavallino deve trovarlo strambo, - My little horse must think it queer

Fermarsi senza una fattoria vicina - To stop without a farmhouse near

In mezzo a un bosco e a un lago ghiacciato. - Between the woods and frozen lake

Nella più buia sera dell’anno - The darkest evening of the year.

Dà alla sua campana un tocco - He gives his harness bells a shake

Per chiedere se ci sono stati errori. - To ask if there is some mistake

L’unico altro suono è il fremere - The only other sound's the sweep

Del facile vento e della bassa bruma - Of easy wind and downy flake

I boschi sono amabili, scuri e profondi - The woods are lovely, dark and deep

Ma ho promesse da mantenere But I have promises to keep,

E miglia davanti prima di dormire - And miles to go before I sleep

E miglia davanti prima di dormire - And miles to go before I sleep

L’aula di Pozioni, pensò lei, di notte non era meno spaventosa che di giorno.

La sola luce nella stanza veniva dalla candela che Hermione Granger si era portata; di certo non desiderava che Flich vedesse la luce filtrare da sotto la porta dell’aula, dove nessuno sarebbe dovuto entrare. Non c’era fuoco, e di conseguenza c’era poco tepore. Le ombre danzavano alla luce della candela, e i minimi rumori dai dintorni la facevano sobbalzare; Hermione lottò contro i tremiti che iniziavano a salirle lungo la spina dorsale, e contro il bisogno di fuggire.

Adesso non era il momento di venire spaventata da qualsiasi nullità.

Guardò la candela che era posata accanto a lei sul banco del Maestro delle Pozioni, e constatò che non sarebbe durata ancora per molto. Quando era arrancata fuori dal Buco del Ritratto Gryffindor ( beccandosi lo sgradevole rimbrotto della Signora Grassa), la sua candela era stata piuttosto nuova, ancora lunga una trentina di centimetri, e ardeva brillante.

Adesso, era corta, quasi un mozzicone, e scoppiettava.

Un rumore improvviso – passi, intese lei – le raggiunse le orecchie, e la sua iniziale paura venne rimpiazzata da gratitudine, e sollievo che al momento non riusciva a decifrare. I passi si stavano avvicinando all’aula, e non era il passo lento ed appesantito di Argus Flich. Avrebbe riconosciuto quei passi ovunque.

Si piegò da un lato per spengere la candela, per nulla distratta dallo spargimento di cera che il suo soffio deciso aveva fatto volare sulla gonna, e adesso appena spaventata dal buio che la avvolse. Hermione si abbracciò, sentì il respiro correre svelto per l’attesa e il terrore, quando la persona che stava attendendo venne sempre più vicina all’aula di Pozioni.

I passi si fermarono. Un Alohomora sussurrato più tardi, la porta si aprì, la luce della soglia si riversò nella stanza buia.

Il cuore le si gonfiò, il suo Maestro delle Pozioni era lì, stanco, appoggiava il peso della persona contro lo stipite, anche se era abbastanza vitale, come le diceva il respiro affannoso. La sua euforia si smorzò, quando lui non fece caso alla sua presenza, nonostante fossero passati parecchi istanti. Era un segno della sua spossatezza, che avesse lasciato la guardia abbassata a quel modo.

Il fruscio dell’abito e lo scalpiccio delle suole di cuoio contro il pavimento fecero sollevare la testa con sorpresa a Severus Snape, e tornò immediatamente vigile. La sua bacchetta venne diretta lesta contro di lei, che lottò contro il bisogno di estrarre la propria; invece avanzò lenta verso di lui, fino a che non venne gettata completamente nella luce, e lui poté vedere la sua faccia.

“Signorina Granger,” disse gelido e placido quanto gli consentivano le forze che stavano scemando, “Cosa diavolo pensi di fare qua?” Abbassò la bacchetta e le diede un’imitazione sbiadita della sua consueta occhiataccia.

Lei non rispose – Hermione sapeva che qualsiasi risposta avesse fornito, lui avrebbe solamente sbuffato e le avrebbe detto di andarsene. Invece lo prese per il braccio e lo condusse nell’aula, chiudendo la porta dietro di sé e mormorando un incantesimo che immerse l’intera stanza nella luce.

Lo vide ritrarsi alla luce, e pensò che doveva procurargli una pozione per il mal di testa. Hermione lo accompagnò al banco e lo fece sedere sulla sua sedia, poi si fece indietro er guardarlo, controllando in silenzio le sue ferite.

La sua mascherata gelida e silenziosa cadde.

“Non puoi fare questo,” protestò, la gola riarsa e la voce incrinata, mentre sedeva a malavoglia, e lei sbuffò.

“Non puoi continuare a fare tutto questo, nemmeno tu,” buttò fuori lei, le mani alla vita, e subito si rattristò. Si sentì arrabbiata quando la cocciutaggine dell’uomo si sciolse, e il sentimento venne rimpiazzato dalla decisa compassione che sempre la stringeva quando lo vedeva in quelle condizioni. I suoi occhi fecero proprio ogni dettaglio.

Come al solito, c’era sangue secco sulle mani, sotto le unghie e nelle pieghe della pelle. Il dolore colorava i suoi occhi, ma fu sollevata che le pupille fossero normali e le iridi avessero la stessa tonalità di nero che aveva da sempre conosciuto. I capelli erano appesantiti dal sudore. Protese le dita per toccargli il collo, confermando che era zuppo anche lì; controllò il polso, che era troppo rapido per i suoi gusti. Significava che la spossatezza fisica e il sovraccarico del suo sistema non si erano ancora risoli in una semplice stanchezza.

E si stava scotendo.

Il che voleva dire che I Death Eater erano andati in un’altra missione assassina, quella notte.

La realizzazione la riempì di nausea e rimpianto. “Oh, povero –“ disse, e serrò la mascella per ricacciare il pizzicore negli occhi.”Mi dispiace, Severus – lascia che ti aiuti –“ con delicatezza Hermione lo aiutò ad alzarsi, ignorando la rabbia e la disperazione negli occhi dell’uomo. Lo condusse lentamente alla parete di pietra, dove premette i sassi in un disegno preciso. La parete si aprì in un silenzioso passaggio male illuminato, grande a malapena per loro due, e si augurò che la claustrofobia di lui non si facesse sentire proprio adesso.

Accese la bacchetta, e sempre gli tenne il braccio mentre camminavano lenti giù per il corridoio nascosto. Voleva che le parlasse, che la scansasse e fosse il suo solito sé stesso, scorbutico. Criticarla lo faceva sempre stare meglio, lo distraeva da molti fastidi in momenti come quello. Eppure, con sua costernazione, invece di agire a quel modo, le permetteva di guidarlo in silenzio, di tanto in tanto posava parte del suo peso sulla sua spalla. Tanta accondiscendenza la preoccupò.

Raggiunsero la fine del percorso, una porta era serrata davanti a loro. Hermione la schiuse con la bacchetta, ed entrarono nelle sue stanze.

Quella notte non prestò attenzione all’interno, ignorò le librerie e non badò affatto ai ricchi tendaggi e alla confortevole chaise lunge. Ebbe solo il tempo per dare un pensiero di gratitudine per gli Elfi di Casa che avevano acceso un fuoco sulla grata di marmo prima di condurre Severus a una porta a sinistra, che si apriva in un bagno.

Alla vista della porcellana bianca e nera, Snape ritrasse il braccio, e lei lo lasciò. Lui marciò svelto nel bagno, ma le ondate di nausea dovevano averlo raggiunto prima di quanto non avesse previsto, poiché di colpo corse al bagno e neppure pensò a chiudere la porta.

Hermione lo seguì, lo vide inginocchiarsi davanti alla porcellana, e si sentì inutile.

Questo era successo parecchie volte prima, ne era certa, e non importa se lui era ostinato o arrabbiato con lei perché cercava di aiutarlo ( tanto per il bene suo che di lei); lei sempre ignorava le battute sul fatto che non avesse nulla di meglio da fare, e metteva da parte l’apparente dispiacere. Ma ogni volta che l’aveva visto rigettare, una parte di sé desiderava di non essersi mai avventurata fuori del dormitorio, poiché traboccava di rabbia e disgusto, così come di altri sentimenti che non riusciva a capire, e tanto meno a confessare.

Doveva fare qualcosa, occupare le mani, perché pensare era tanto difficile e i sentimenti erano troppo dolorosi.

Doveva rendersi utile.

Il rumore dei conati e l’acqua che scorreva riempirono il poco spazio mentre lei si girò, svitò il rubinetto e posò sotto al getto un panno per la faccia. Hermione si inginocchiò vicino a lui sul pavimento mentre Severus tirava l’acqua , e si sedeva sui polpacci, col volto proteso verso il soffitto. Il panno che gli premette sulla fronte era fresco, e sperò che gli placasse il crescente dolore di testa; aveva sempre l’emicrania dopo aver rigettato. A parte quella semplice azione, si preoccupò di non toccarlo, e spinse i gomiti verso i fianchi in modo da non urtarlo. Lo avrebbe solo infastidito, ed era grata e preoccupata nello stesso tempo, che lui non le scansasse via la mano.

Quando un nuovo conato lo prese, lei si alzò, scelse un altro panno dall’armadietto sopra il lavandino, lo inzuppò e ripetè i gesti di prima. Evocò un bicchiere e lo riempì d’acqua, poi si inginocchiò di nuovo accanto a lui. Il peggio pareva passato; Snape non si scuoteva più, sebbene ancora apparisse esausto e prostrato. Cercò di non guardarlo mentre gli porgeva il secondo panno per pulirsi le labbra e gli dava il bicchiere per sciacquarsi.

Sputò nella tazza, senza incontrare il suo sguardo, e cercò barcollando di alzarsi. Lei si prese il suo tempo nel seguirlo, così che lui non si accorgesse che lei lo anticipava nell’incespicare.

Scagliò il bicchiere a terra, frantumandolo in centinaia di sottili schegge, una piccola concessione alla sua rabbia. Non era rabbia verso di lei, si rese conto, ma era per Voldemort, e per le proprie debolezze. Snape la superò, e si diresse in salotto.

“Torna al tuo dormitorio, Signorina Granger,” le disse, di nuovo con la maschera professionale , mentre avanzò dolorosamente sul pavimento. Un passo, poi – di colpo scoprì che non poteva muovere il piede. Hermione lo guardò mentre le spalle gli si abbassavano, per la rassegnazione.

Lento voltò il capo per scoprire, come si era aspettato, Hermione dietro di sé, con la bacchetta alzata.

“Non andrò in nessun posto,” fece lenta e pericolosa ( Hermione più tardi se lo domandò, quando ripensò agli eventi della nottata. In qualsiasi altro momento avrebbe gridato indignata. Che avesse ereditato la rabbia silenziosa da lui?) “E tu – tu farai un bagno.”

Si voltò e si diresse al bagno; lui sentì lo scorrere dell’acqua che più volte batteva il fondo porcellanato della sua vasca. Il naso venne assalito da un alito del profumo del suo saponee fu, in certa maniera, grato che lei avesse previsto il suo bisogno per un prolungato lungo bagno caldo, nel tentativo di staccare dalla pelle tutto l’orrore di quella notte.

Lei non aveva mai agito così, prima.

La sentì uscire dal bagno, muoversi fino ad andaregli davanti, con uno sguardo determinato nel viso e un asciugamano che gettò sulla chaise lunge. Hermione sollevò le mani e sulle prime lui si chiese cosa stesse mai facendo. Si sarebbe tirato indietro per lo shock, se avesse potuto, poiché le dita si posarono sul collare della tunica.

“Signorina Granger – questo è altamente irregolare –“ iniziò, ma non arrivò a dire le prime due parole che la mano di lei si posò sulla sua bocca.

“Severus,” gli disse.

E lui la lasciò fare. Era troppo debole per lottare.

Quando la porta del bagno si chiuse alle sue spalle, lei si era presa cura delle ferite che aveva accumulato, e lo aveva lasciato solo con la profonda sensazione di ossa maltrattate, ora che l’infezione dei tagli superficiali era svanita. Togliendosi i pantaloni, sentì l’acqua con la mano e ritenne la temperatura soddisfacente.

Snape calò il corpo malandato nell’acqua con gratitudine, ma quasi ne saltò fuori quando Hermione entrò nella stanza.

Oh. Allora è per quello che ha riempito la vasca coin così tanto sapone.

Lei tirò fuori uno sgabello da accanto la vasca di ceramica con i quattro piedi artigliati, e volò attorno la testa, senza guardarlo, l’espressione abbuiata e la flebile luce della candela che giocava con i suoi capelli.

Non disse parola, e lui si trovò inaspettatamente grato del silenzio, e della sua presenza. Riprese a respirare di nuovo, e prese l’asciugamano.

Notò che il bicchiere era di nuovo sul lavandino, intatto.

Mezz’ora dopo, lei sedette sul suo letto.

Snape entrò nella camera, avvolto in un asciugamano, sapendo che l’avrebbe trovata lì, e non era certo di come avrebbe vissuto il fatto. Hermione Granger, la sua migliore studentessa del settimo anno, seduta sul bordo del letto, che era addobbato in verde.

Per un estraneo, pensò Hermione, la camara sarebbe apparsa abbastanza Slytherin e mascolina allo stesso tempo, con i suoi colori intensi e ricchi, i mobili scuri, i pannelli di legno e i tappeti preziosi. Ma Hermione sapeva i tormenti di quelle nottu e il vuoto delle giornate, e riuscì a notare il rosso cupo della vestaglia posata su una sedia, il forte tabacco nella borsetta sulla cappa del camino, e pure l’incenso su un tavolo vicino al letto, inaspettatamente largo e soffice.La camera era pensata per consolare Severus nei suoi umori cupi e pr5ivi di gioia; la festa per i sensi – gli aromi, i sapori, i colori intensi e il materasso – erano voluti per riempire il vuoto che seguiva ogni convocazione dell’ Oscuro Lord.

Lo guardò entrare, e si alzò per andargli incontro.

Poco dopo, l’asciugamano cadde a terra.

- F I N E -
Chrl268 3/23/07 . chapter 1
that was/is really good, i wish there was more, but your right, it does suit a one shot, go you! really well written.
Kimbre Leigh 8/8/06 . chapter 1
Looking through an author's favourite fics list I found 'Learning to Breathe'. Then I saw in your profile 'And Miles to Go Before I Sleep', in high school I had to analyze that poem of Frost's and I loved its repeated last line. So many things to do he 'sleeps' or as I interpreted it, died. I had to check your story out.

Just sending my appreciation. Thank you for the enjoyable material.
DigiFox86 2/2/06 . chapter 1
O.o Please continue!
C'est Mort 12/7/05 . chapter 1
Loved it! *adds to favs* _
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