Reviews for Tea at a Quarter Past Three
Cuccu'sstte chapter 1 . 5/31/2007
Hi, I'm Italian keeper of a web of blogs with translated fictions. I've translated this fic and i'm askin' permission to publish it, obviusly with a link to this and other pages you like. If you don't want, I'll not publish, but you can use this translated version, just say it is mine.

Thank you,

THE ALLE TRE E UN QUARTO - Niani – traduzione a cura di Cuccu’ssétte – Per maggiori di 14 anni – Drammatica – Parte del concorso su fic di amicizia Remus Severus, deve contenere e magari Severus chama Remus per nome. E’ AU. - Tea at a quarter past three - Rated: K Drama Oh and this is AU I guess, it takes place summer before fifth year. CHALLENGE: The story may be a one-shot like this one is, or it could be multiple chapters. Whatever it is, it has to be a friendship fic between Severus and Remus and it has to include somewhere in the story “I’ll rest when I’m dead” and Severus eventually calling Remus by his first name. Have fun all.

I saloni di Grimmauld Place erano insolitamente silenziosi. Ovvio era un’ora tarda nella notte, oppure un’ora anticipata della mattina, ma questo non creava dubbi. Se ci fosse stato un orologio nella grande casa a scandire il tempo, avrebbe detto a Remus che erano appena passate le tre, e le aveva suonate da quindici minuti. Se Sirius avesse scoperto che era rimasto sveglio, avrebbe di certo preso una bella decisa risciacquata, quell’uomo certe volte era come una chioccia.

Ma di certo, chiunque avrebbe avuto ragione che sedere e bere una tazza di the non era proprio l’ideale, anche se poi non era proprio così. Nelle notti prossime al plenilunio, Remus spesso trovava difficile dormire. Il Lupo in lui avrebbe… Remus non sapeva come descrivere la cosa, al meglio spiegava che il Lupo dava una specie di scossa, come se volesse essere libero. Faceva pompare il cuore di Remus come se avesse percorso dieci miglia, ma sarebbe passato non appena la licantropia fosse stata scacciata via dal sonno da un improvviso fiotto di adrenalina.

Chiunque può immaginare come questo rendesse problematico il sonno. Nel corso degli anni aveva scoperto che poteva costringersi a dormire attraverso quelle sensazioni fino agli ultimi due giorni prima della trasformazione. Ma due notti con solo due ore di sonno non erano male quanto una settimana intera. D’altronde, dormiva abbastanza il giorno successivo alla trasformazione per affrontarla meglio. Particolarmente se si sentiva sveglio per l’adrenalina, Remus trovava il tempo per essere assai pacifico. Sarebbe stato solo come un tempo, quando Harry e gli altri andavano a scuola, e ancora una volta avrebbe avuto soltanto il tempo in mano sua, ma per il momento il silenzio era piacevole. Per fortuna l’estate era stata troppo rumorosa, poiché i Quartieri Generali erano stati riempito di gente per gran parte del tempo, e il tempo era trascorso pieno di divertimento. Faceva quasi dimenticare che la casa era così piena di gente.

Remus ebbe i brividi al pensiero, Voldemort era tornato… ecco la ragione e quel gelido rammentava un po’ che ce la metteva tutta per dare solennità agli eventi. Il licantropo gemette sopra la sua tazza di the per qualche istante, era appena l’inizio della seconda guerra e già c’erano state vittime. A Remus non piaceva pensarci nemmeno un pochino, e a nessuno piaceva. Ma era compito dell’Ordine pensarci, e provvedere in futuro raccogliendo conoscenze e usandole come arma che poteva rivelarsi mortale come qualsiasi maledizione o fattura.

Un sorriso cupo si strinse sulle labbra di Remus, e un lampo d’orgoglio gli sollevò il mento. Potevano essere i peggio assortiti, ma facevano la loro parte nella guerra e di certo erano un aiuto sicuro e stabile.

Il rumore della porta davanti che veniva aperta distolse Remus dai suoi pensieri con tanta violenza che quasi fece cadere la tazza, e fece sì che il contenuto si riversasse sul davanti della tunica. Imprecando tra i denti, Remus lanciò un rapido incantesimo pulitore e guardò su, verso chi era appena entrato nella cucina poco illuminata, e lo fissava con un modo irritato. Severus pareva sorpreso almeno quanto Remus, sebbene si riprese assai prima del licantropo. “Cosa stai facendo qua, così tardi?” constatò placido, sempre in piedi nell’ingresso.

Remus sollevò il sopracciglio, “Bene, mi pare che mi sto godendo una tazza di the, e non scordare che io vivo qua. La domanda dovrebbe essere ” Severus sbuffò e si mise a sedere quanto più distante possibile dal mannaro.

“Riunione.” Disse breve, e sgranò gli occhi verso Remus.

A Lupin occorse un istante per immaginarsi cosa intendesse Snape. Remus era stato sul punto di dire che non era consapevole che ci fossero raduni così tardi per l’Ordine, ma chiuse la bocca appena prima che le parole uscissero. “Oh,” fece dopo un istante di silenzio. “Ehm, ma perché sei qua, non devi sempre fare rapporto a lui?” proseguì Lupin, sempre incerto sul perché Severus Snape era seduto nella cucina dei loro Quartieri Generali, alle tre del mattino, fermo a conversare con lui.

Forse per l’ora tarda, o perché era una domanda motivata, Severus non gli sbuffò e anzi rispose. Le sue parole furono neutre, “Ci sarà un raduno dell’Ordine, domani, e fino ad allora Albus non tornerà ad Hogwarts, mi ha detto di restare qua se c’era una riunione prima che tornasse.”

Remus annuì lento e calò un goffo silenzio fino a quando Lupin non o ruppe schiarendosi la gola piano.

“Ti andrebbe un po’ di the?” chiese speranzoso, non gradendo particolarmente quel silenzio teso. Guardò verso Snape e, per la prima volta, fece caso al suo aspetto. Le tuniche dell’uomo erano un poco strappate in più punti, e in qualche zona erano polverose, come se si forre rotolato sul pavimento. Anche il volto era tanto pallido… a dire il vero, più pallido del solito. Poteva essere l’immaginazione di Lupin, così lo riguardò, sì, gli occhi di Severus erano davvero sfocati. “Hai un brutto aspetto, Severus, ti senti bene?”

incrociò le braccia sul torace esile, Remus fremette: vide il professore fare una smorfia e guardare giù dal suo naso a becco verso il Licantropo, sebbene fosse un gesto inconsapevole. La stessa cosa allarmò Remus, Severus non faceva mai nulla di inconsapevole, a meno che non si comportasse con educazione. “Sto bene quanto potevo aspettarmi,” disse il Maestro delle Pozioni, un po’ scherzando, un po’ seriamente.

Quel dire era divenuto una risposta consueta per i membri dell’Ordine. Remus non era certo di come fosse iniziato, ma non era da tanto tempo. Lui stesso aveva risposto in modo simile riferendosi ad alcune occasioni in cui doveva : “bene quanto potevo aspettarmi”, avrebbe risposto con un sorriso stanco. Sebbene non si fosse mai aspettato di sentirlo da Severus.

Ogni qual volta qualcuno, di solito la Tonks che sembrava alquanto immune dal costante pessimo umore del professore, si interessava della salute di Severus, era accolto da un gelido ‘Benino’, che quasi sempre era la fine della prevedibilmente corta conversazione. Poi Severus di colpo decise che cambiare frase sarebbe stato un indizio sottinteso a chiunque non conoscesse l’uomo da così tanto tempo.

In effetti, comunicò al licantropo un grande peso. Per una volta, Remus aveva letto tra le righe la conclusione non detta, Severus stava bene quanto era possibile attendersi… per essere di ritorno da una riunione di Deatheaters. Non doveva essere lui stesso Deatheater per indovinare che certe conseguenze potevano essere spiacevoli.

E in più, era vicino il punto in cui Remus avrebbe potuto fare ammettere all’uomo di essere ferito, e a rivelarlo, Remus ebbe l’impressione che Severus fosse di buon umore. Alla fine quasi sorrideva, e lui non ricordava momentini cui Severus non fosse di pessimo umore. Tranne ovviamente le volte che faceva piangere quelli del primo anno.

Gli occhi di Severus si sgranarono quando comprese che Remus aveva capito la risposta. Come Lupin si alzò per parlare, con un lampo di preoccupazione che luccicava nello sguardo, Snape lo interruppe di botto, “Risparmia il fiato, non ho bisogno di un’infermiera, Lupin.” Remus rimase in piedi, senza badare all’occhiata che il Professore di Pozioni gli scoccò gelido.

“Hai ragione,” disse Remus. “Hai bisogno di un guaritore.”

“E tu, non lo sei.”

“Posso essere buono come chiunque, e poi, dove altro puoi andare?”

“Lontano da te, insopportabile mannaro.”

“Ti fai solo del male.”

“E probabilmente te ne farò a te, se non mi lasci stare subito.”

“Sei uno di quelli che dicono mi riposerò quando sarò morto. Vero?”

“No, sono uno di quelli che dicono mi riposerò quando sarai morto tu. Posso prendermi cura di me, Lupin.”

“Ma lo farai?”

Lupin poteva aver sorriso quando Severus lo occhieggiò, ma non rispose. Fece una nota a mente di risolvere in qualche modo tutto il diverbio tra lui e Snape a quell’ora della notte, e a quell’ora Severus pareva più trattabile.

“Lascia che ti aiuti,” lo implorò Remus, facendo un passo verso il cocciuto professore.

Dopo un attimo di rigido silenzio e occhiate raggelanti, Severus si ammorbidì con cattiva grazia. “Bene.” Mugugnò cupo, svolgendo le braccia. Prese a sbottonate la chiusura davanti della tunica. Mentre Severus si stava spogliando, e mormorava minacce e imprecazioni verso il licantropo, Remus cercò nella cucina, radunando le svariate pozioni e i balsami che Molly teneva in giro per la casa. Le risorse erano poche e di una variegata qualità.

Quando le raccolse sul tavolo sentì Severus dare uno sbuffo disgustato, e dovette sopprimere un sorriso. Paragonato alla dispensa personale di Snape, le piccole fiale polverose apparivano patetiche, ma avrebbero funzionato bene lo stesso. Remus si voltò per trovare Severus nudo fino alla cintola. Sembrava assai a disagio e si muoveva sulla sedia. Ma non era il disagio della spia a attrarre l’attenzione di Remus, ma i lividi scuri che si allargavano sull’addome e sulle costole dell’uomo.

“Merlino, Severus, cosa è successo?” disse Remus, chinandosi a guardare da vicino. “Sembra che tu possa incassare colpi come un sacco!”

“Ricordanze fisiche che mancare agli ordini non è accettabile, ci fanno più forti per la volta successiva… o così dicono.” Raccontò il professore con uno sbuffo di sopportazione.

Remus strofinò lievemente la pelle livida con i polpastrelli e sentì Severus irrigidirsi, sebbene non riuscisse a capire se fosse per il dolore o perché all’uomo non piaceva essere toccato. Probabilmente erano entrambe le condizioni. “Potresti avere delle costole incrinate, ma niente pare rotto. D’altra parte, credo che te ne saresti accorto, e non saresti arrivato così lontano se ci fosse stato un minimo danno interno.”

Remus fece una pausa e poi indicò le fiale sul tavolo,” Potresti volere una di queste prima che vada avanti, ma potrebbero aver perso un poco della loro potenza, sembra che stiano qua da un bel po’.”

La mano di Severus non esitò nello scegliere uno dei polverosi contenitori. Le pozioni erano sempre state la sua specialità.

Severus tremò ingollando e si accasciò indietro nella sedia, permettendo a Remus un migliore accesso alle ferite, ma non fece altro tentativo di parlare. Premendo piano contro ogni costola, Remus confermò il suo assunto che non c’erano ossa spezzate.

Poi, sapendo che almeno avrebbe permesso a Severus di dormire meno scomodo anche se non poteva guarirlo, Remus stappò un barattolo giallastro di balsamo che , era abbastanza certo, avrebbe funzionato come antidolorifico. Assomigliava alla roba che James usava dopo le partite di Quidditch per i muscoli indolenziti. Ma. Come iniziò a strofinarla sui muscoli doloranti della spia, Severus gemette di sorpresa e quasi cadde dalla sedia, nello sforzo di tenersi diritto. Simulando allarme, Remus guardò su, “Ti ho fatto male?” chiese innocente, sapendo più che bene che il Maestro delle Pozioni non avrebbe mai rivelato apertamente che non era abituato al contatto fisico.

Come se sentisse le sue intenzioni, Severus diede un’occhiataccia al licantropo, di quelle fulminanti. “No,” disse breve, e si riposizionò fermo e rigido sulla sedia, assomigliando ad un uomo che stesse subendo una tortura. Remus sospirò e riprese a medicarlo, sentendolo tremare quando il palmo della mano passava sopra le costole malconce del professore.

Una rapida occhiata al volto rivelò al mannaro che o il balsamo o la pozione dovevano aver funzionato, perché già sembrava meno patito. Con il respiro un po’ reso acuto dalla sofferenza, Severus smorzò un lamento quando la pressione decisa e delicata di Remus gli passò sull’addome, lasciando un calore calmante al passaggio.

Severus chiuse gli occhi, in parte sollevato dal fatto che il balsamo liberasse la pelle maltrattata dal bruciore, e in parte sentendosi a disagio per la mano di Remus contro la pelle. Nemmeno si accorse d’essersi appisolato fino a che il licantropo non lo scosse piano qualche tempo dopo. Guardandosi il torace, Severus scoprì che le costole erano state bendate strette con un panno di lino.

Si alzò e recuperò la camicia e il mantello dal tavolo, poi cennò con la testa, “Grazie.” Disse semplicemente prima di dirigersi verso le stanze degli ospiti usate talvolta dall’Ordine.

Remus ricambiò, “Di nulla, Severus.”

Quasi una settimana più tardi, dopo la trasformazione mensile, Remus era pronto nella biblioteca, e bevevo il the, quando Molly venne chiassosa dalla porta. “Pensavi di trovarti qua, dio sa quanto ti ho cercato.” Sorrise e sollevò una scatola nera di media misura. “Questa è arrivata per te dopo la colazione. Eri impegnato con i ragazzi così ho pensato che non fosse il caso di disturbarti.”

Sedette vicina a lui e gli ricordò che presto il the sarebbe stato pronto, prima di lasciare la stanza.

Remus aprì la scatola e lanciò uno sguardo incuriosito alle fiale riposte all’interno. Raccolto il rotolo di carta semplice, Remus rimase di stucco e sghignazzò leggendolo.

Remus,

ho incluso una lista per spiegare a cosa servono, dubito che altrimenti lo sapresti.



Remus controllò l’elenco, e non riuscì a non far caso che erano tutte pozioni di cura con una o due etichette appiccicate sopra. Il ghigno sfumò in un placido sorriso appena chiuse il tappo, e rimise l’elenco al sicuro nella tasca del mantello. Almeno, sarebbe stato pronto per la prossima volta in cui Severus fosse tornato da una chiamata notturna.

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Alexa Johnson chapter 1 . 8/27/2005
*sighs happily* I love friendship fics, especially ones depicting the relationship between Remus and Severus. They are so rare these days, as most authors feel the need to turn friendship into romance and slash. This was perfect though, and your writing was fabulous.

I especially loved:

“You’re one of those ‘I’ll rest when I’m dead’ kind of people aren’t you?”

“No, I’m one of those ‘I’ll rest when you’re dead’ kind of people. I can take care of myself, Lupin.”

I hope to see more from you!
Persephone Lupin chapter 1 . 8/23/2005
Very nice little story! And luckily not slash, at least not obviously so. Love that sentence, “No, I’m one of those ‘I’ll rest when you’re dead’ kind of people...“
Ghost Flame chapter 1 . 6/27/2005
You're right. There aren't enough Remus and Snape friendship type fics. It would be interesting to see them as friends (or almost friends) in the books. I think the biggest problem with this would be Snape and his bitterness... but you made him (and Remus) very believable. I really enjoyed your story.
duj chapter 1 . 6/21/2005
My favourite Snape-Lupin friendship story is "Practically Brothers" by ReeraTheRed. Alphard has done some nice almost-friendship Marauders era stories.
darcdancer chapter 1 . 6/20/2005
just love it!

hope there will be more of this kind of story from you!
Mariko chapter 1 . 6/20/2005
Yey! Oh, that was wonderful. I can't say I exactly *live* on Remus-Severus friendship fics, but I have thoroughly enjoyed the few I've come across in the past. They do make a rather intriguing team, don't they? You are an excellent writer and this story put a smile on my face. Thanks for writing it.
June chapter 1 . 6/20/2005
A very sweet story and I hope to see more.