Reviews for Persuasion
Aileil chapter 1 . 6/20/2014
Thank you for this. I thought it a pity when the odd kind of friendship between Snape and McGonnagal was ruined and never repaired in the books. I much prefer this unfolding of the scenario.
Saramagician chapter 1 . 11/22/2012
It was very nice! Your description was very good!
Ms Llewellyn chapter 1 . 7/31/2011
umm...is there a sequel to this, because that would be awsome.
Chemistress chapter 1 . 3/13/2008
This is a wonderful story ... if only..!

There are several FF out meanwhile, which describe a discussion like that between Severus and Minerva, but I especially like yours for the beginning in his old quarters. The scene when he realizes what lays shattered on the floor, that Minerva must have seen this Christmas gift as a misplaced sign of trust and affection - it is so touching. Thank you for that!
Ysilme chapter 1 . 3/6/2008
Oh my, that was really a missing chapter I would have liked to read! How I longed for some kind of confidant for Snape, how I longed for someone who would be willing to believe him...

So well told and written, I like this piece really much.
Ladybug21 chapter 1 . 10/27/2007
I'm sorry, but I absolutely LOVE this fic too! You have such a way of writing for both of these characters, and it just is wonderful reading your fics... it's totally the way I imagine things as having happened. (Have you ever written any fics with an MMSS pairing, out of curiosity?) Great job again!
Cuccussette chapter 1 . 7/23/2007
I'm Cuccussette from Italy - I have translate this fic . I don't are about seventh book and its sad ending, and I'd like to publish your work in my web of blogs. I'm asking permission to do it. I write here the translation in Italian. You can always use it. If you don't want to have the fic in italian, just tell me and I don't use it. thank you for beautiful emotions,

PERSUASIONE

Persuasion - di Shadowycat - Dramma – Fiction sconsigliata sotto ai 14 anni, per I temi maturi. – Snape torna a Hogwarts nella disperata ricerca di un alleato, per affrontare la poca gente che poteva essere persuasa a credergli – tradotta da Cuccusseétte - Author: shadowycat- Drama - Fiction Rated: T - In desperate need of an ally, Snape takes a chance at returning to Hogwarts to confront one of the few people in the world who might be persuaded to believe him. Spoilers for HBP. COMPLETE.

Qui l’Originale

La porta nascosta nella pietra non fa rumore e si apre scivolando; mostra niente altro che oscurità dietro di sé. Nel denso silenzio, un’improvvisa luca appare dal nulla in cima a una bacchetta che, tenuta alta, illumina una camera da letto vuota.

Facendo un passo in avanti furtivo, Severus Snape entra nella camera da letto che un tempo fu la sua. Non veniva lì da tanti, tanti mesi, e gli occhi scrutano sospettosi la stanza, attendendosi trasformazioni. Eppure tutto appare così come era stato lasciato.

I libri che stava leggendo prima dell’inaspettata fuga dal castello ancora stanno posati in un mucchio sul piccolo tavolo accanto alla sedia dove leggeva. Il letto è stato ben rifatto; anche le ante del guardaroba sono ancora un poco socchiuse, e lasciano intravedere gli abiti sobri all’interno. Le porte di quel pezzo di spazzatura non hanno combaciato da più di un anno, da quando le sbatté così forte in un moto di rabbia, tanto che l’intero mobile era caduto. Si era ripromesso di farlo aggiustare agli Elfi Domestici, ma non ce ne era mai stato nessuno attorno. Di certo adesso era troppo tardi.

Con una smorfia, attraversa la porta della camera da letto e passa nel salotto. Si ferma sulla soglia, sbircia dentro. Poche cose sembrano essere state toccate. Il banco è stato pulito, ovvio. Tutto quello che conteneva erano lezioni e appunti e compiti. Cose che sarebbero state necessarie per mettere insieme quel poco che era rimasto dell’anno scolastico.

Ma perché le altre cose non erano state rimosse? O anche frugate? Se avesse creduto qualcuno traditore, non avrebbe sprecato tempo per ispezionare e distruggere fino all’ultimo oggetto posseduto dal preteso traditore, ma i Gryffindor agivano secondo regole differenti dalla gente razionale, e Hogwarts era stata ed era ancora guidata dai Gryffindor.

Con un debole sospiro, si volta verso il camino, e scopre il primo vero segno che qualcuno avesse passato del tempo nelle sue stanze dopo che lui le aveva abbandonate. Cristallo spezzato giace attorno alle pietre del vuoto focolare. Alcune di esse sembrano fossero state schiacciate in frammenti sotto un tacco usato in modo perverso. Questo è più come si era atteso di trovare le cose.

Snape attraversa la stanza e si mette su un ginocchio al bordo del tappeto. Lento, si protende per toccare la piccola miniatura rotta del castello che posava un tempo nel mezzo di una sfera luccicante. Ricorda ancora come fosse stato sorpreso, ricevendo il globo di cristallo. Più grande delle sfere di cristallo della Trelawney, aveva contenuto una perfetta riproduzione di Hogwarts che cambiava con le stagioni.

In estate, il piccolo castello era stato avvolto di luce e di cose lussureggianti che crescevano, mentre in inverno, tempeste avevano turbinato attraverso l’oscurità, riempiendo la palla di cristallo con la neve. Aveva passato ore, ipnotizzato dai dettagli della scena che di continuo cambiava nel piccolo mondo dietro il vetro curvo, e lo aveva apprezzato più di quanto non avesse mai pensato. Odiava che fosse finito a quel modo.

Con un soffocato gemito di dolore, ritrae la mano prima di poter toccare il castello, quando una scheggia di cristallo, non vista tra i vari pezzi, si pianta nella parte carnosa del pollice. Minerva gli aveva dato quell’amabile regalo il Natale di due anni fa. Probabilmente, era stata anche quella che l’aveva distrutto. Cosa altro si sarebbe preoccupata di distruggere, tra tutte le altre cose? Quando di nuovo lo avesse visto, di certo l’avrebbe ritenuto un segno di affetto e fiducia male riposti. Anche lui avrebbe fatto così. Mentre guarda il globo rotto, può quasi immaginarsela, lo aveva preso tra le mani, aveva fatto scorrere le dita sulla superficie prima di scagliarlo improvvisamente a sbriciolarsi sulle pietre ai suoi piedi.

Un’improvvisa ondata di spossatezza lo sommerge mentre di nuovo si alza, e strofina il pollice ferito nella fodera degli abiti cadenti. Non è un buon segno. Non è per niente bello. Eppure non ha altra scelta, che tentare. Ci ha pensato tanto e forte, a questo, e semplicemente non c’era altra risposta. Aveva bisogno che qualcuno sapesse la verità. Se aveva una minima possibilità di uscire vivo da quell’incubo, doveva esserci qualcuno che sapesse perché aveva fatto quello che aveva fatto… e gli credesse. E se Minerva non lo avesse ascoltato, chi altri ? Lupin? Moody? Potter?

Trema. No. C’è solo Minerva, o nessun altro, e Natale va bene come qualsiasi altro momento. Il castello è vuoto come era sempre stato, e spera che sia passato abbastanza tempo dalla morte di Albus, perché lei superi l’iniziale sorgente di rabbia e lutto e gli conceda almeno un’opportunità per spiegarsi.

Con un gesto deciso della mano, il gelido focolare esplode in fiamme improvvise. Albus si è premurato che ci fosse un’apposita connessione via floo tra la sua stanza e l’appartamento del Preside, così che potesse fare i suoi resoconti senza perdere tempo in qualsiasi momento del giorno o della notte. Dubita che la connessione sia stata sciolta quando c’è ben poco scopo, dato che non era nota a nessun altro, neppure a Minerva.

A dare retta alle sue informazioni, adesso lei occupava l’appartamento del Preside, così poteva saltare nella fiamma, dare la parola d’ordine, e venir portata al suo salotto seduta stante. Certo, è il cuore della notte… la mattina di Natale presto, a dire il vero. Probabilmente è a letto, ma quello è un bene. Non può tramortirlo nel momento in cui lo vede se è insonnolita appena arrivava. La mano sinistra scivola nella tasca e si stringe attorno al collo di una bottiglietta. Spera che accetti di buona voglia il regalo, ma volente o nolente, prima che la notte finisca, deve trovare una maniera di farsi ascoltare da lei.

Afferra stretta la bacchetta, lascia la bottiglia, estrae dalla tasca una manciata di polvere e la getta nelle fiamme. Quando ruggiscono alte e verdi, calpesta il cristallo rotto e i suoi cocci, e balbetta la parola d’ordine che lo manderà su nelle stanze del Preside… no, alla Torre della Preside.

X

Minerva McGonagall si stringe lo scialle alla gola e fissa il fuoco morente del salotto. Sa che dovrebbe essere a letto, ma il sonno le giunge malamente nelle ore piccole, e ormai le pare una preoccupazione inutile, sollevare le coperte e sdraiarsi alle tre del mattino. Guarda attorno nella stanza buia con un profondo sospiro. Il solo rumore oltre allo scoppiettare del fuoco è l’occasionale russare da uno dei dipinti addormentati sulla parete.

Anche se ancora non si sente assonnata, è stanca di sedere sola e lasciare la mente a scavare su ricordi spiacevoli del passato, così versa il suo ultimo whisky nel bicchiere e lo posa al sicuro sul tavolo accanto alla sedia. Si alza in piedi e si dirige alla rampa di scale che la porterebbe alla camera da letto. Magari può trovarsi qualcosa da leggere.

Di colpo il fuoco alle sue spalle freme di nuova vita, e si gira per scoprire cosa sta accadendo, stupita dal vedere la sagoma piuttosto emaciata di Severus Snape balzare fuori dalla vampa per affrontarla.

I due si limitano a guardarsi per un attimo scioccato. Poi con un rantolo Minerva prende a pescare nella tasca in cerca della bacchetta, mentre Seveus alza il braccio, protende la bacchetta per fermarla.

“No, Minerva! Lascia la tua bacchetta dove sta. Sono venuto per parlare…”

Lei esita al tono imperioso della sua voce, e rallenta fermandosi nell’atto di estrarre la bacchetta dalla tasca. La bacchetta è già quasi puntata alla testa. Lui non ha esitato a usarla per uccidere Albus. Di certo non esiterebbe a uccidere lei.

“Parlare…” Alla fine riesce a cacciare le parole dalla gola soffocata. “Di cosa diavolo dovremmo parlare ?”

“Albus…” inizia a dire Severus.

Minerva lo interrompe infuriata. “Non osare dire il suo nome davanti a te! Tu, che lo hai ammazzato a sangue freddo mentre lui supplicava di non farlo. Come hai potuto? Come hai potuto ammazzare un uomo che si fidava di te, che ti aveva difeso quando gli altri non avrebbero fatto, ti ha evitato la prigione, ti ha dato un lavoro… una casa… E come lo ripagasti? Con la morte?”

Severus fece un passo avanti e tirò fuori la mano sinistra dalla tasca, brandendo la piccola bottiglia mentre la destra si abbassava appena percettibilmente. “Sì, sì. Lo so come appare, ma c’è così tanto altro su quella faccenda. Ecco perché sono qua. Devi ascoltarmi. Lascia che mi spieghi.”

“Non ho da fare nulla del genere. La spiegazione è ovvia. Ci hai traditi tutti. Non hai mai lasciato il servizio di Colui – che – non –deve – essere – nominato. Sei ancora un Death Eater, Severus, e hai ammazzato Albus perché quel mostro voleva succedesse.” Gli fece gelida Minerva.

“No, dannazione! Ho assass- ho ucciso Albus perché Albus me lo ha chiesto. Non stava implorando perché voleva che gli risparmiassi la vita quella notte sul tetto. Mi implorava di farla finita! Non capisci… sapeva che stava morendo comunque. Non ho avuto scelta. Non volevo farlo, ma lo feci.”

Si ferma allo sguardo incredulo sulla sua faccia e prova ancora. !Ecco. Prendi questa. Spiegherà tutto. Guardala e capirai.”

Aprendo il pugno stretto, porge la sinistra così che lei può vedere chiaramente la piccola bottiglia di vetro con dentro una sostanza bianco argentea. Minerva si acciglia, e la riconosce di colpo. Aveva visto tante di quelle fiale nelle mani di Albus. Conteneva un ricordo, ma un ricordo di cosa?

Quando alza di nuovo gli occhi su Snape, c’è curiosità. “Di chi è questo ricordo, e cosa mostra?”

Il cuore dell’uomo prende a rallentare, anche se di poco. E’ pronta ad ascoltare? “E’ mio. Un ricordo di una conversazione che ebbi con Albus. Spiega ogni cosa. Per favore, tutto quello che devi fare è metterlo nel Pensieve di Albus. Cosa hai da perdere?”

Trattiene il fiato mentre lei lo scruta. L’aveva convinta?

Sebbene mai avesse mutato espressione, Minerva di colpo allunga la mano, ora stretta sull’impugnatura della bacchetta, alta a fronteggiarlo. Snape si sente irrigidire e cade in avanti, vittima i una silenziosa Full Body Bind.

Mentalmente, maledice la propria stupidità. Invece di cercare di giocare pulito, cercare di persuaderla ad ascoltarlo, avrebbe dovuto semplicemente immobilizzarla, sventolarle la bottiglia sul viso, versarla nel maledetto Pensieve e poi ficcarle la testa dentro. Adesso è alla sua mercé, e proprio in quel momento, non ha fede che lei avesse pietà da mostrargli.

Mentre giace a terra a fissare il soffitto, la faccia di Minerva gli entra nel campo visivo. Lo guarda pensosa. Si inginocchia accanto a lui, posa la mano sul suo petto, sopra al cuore, e quasi pare contare i battiti mentre riflette su cosa fare di lui. L’espressione degli occhi è tormentata: sebbene s’aspetti di vederla, non trova traccia di astio in quegli occhi. Solo dolore e confusione.

Di colpo, si china e gli sfila la bottiglia di vetro dalle dita irrigidite.

“D’accordo, Severus. Guarderò il tuo ricordo in bottiglia. Se credo che sia autentico, e se quello che mostra me lo garantisce, parleremo ancora. Altrimenti, chiamerò gli Auror e lascerò che si prendano cura di te.”

Se avesse potuto, avrebbe annuito, ma non ne ha la possibilità. Ha lasciato ingenuamente che la situazione gli sfuggisse di mano. Adesso tutto sta a lei. Strano, scoprire di non essere davvero preoccupato. Se qualcuno poteva valutare con giustizia la prova, era Minerva. Così, quando lei si alza e si dirige oltre il suo campo visivo, per la prima volta in mesi, osa sperare.

X

Minerva ritrae la testa dal Pensieve e stringe i lati del disco di pietra, con le mani, convulsamente. Strizza stretti gli occhi ma non riesce ad evitare che una lacrima scivoli giù sulla curva della guancia.

Oh, Albus, perché? Perché hai sempre insistito per tenere ogni cosa tanto segreta? Lo sapevi che la tua morte sarebbe stata importante per tutti noi, soprattutto per Severus. Dovevi sapere cosa sarebbe accaduto una volta che avesse fatto quello che hai chiesto… hai domandato. Perché non dicesti la verità a nessuno? Perché ? E cosa farò, adesso che so?

Raddrizzandosi, lascia il Pensieve dalla sua presa, si strofina gli occhi e le guance decisa, con le mani. Non deve mostrare tanti sentimentalismi a Severus. La situazione per adesso è in suo controllo ed è così che vuole che rimanga.

Quando si sentì più ricomposta, si girò e guardò verso la figura inerte in nero, che giaceva in attesa sdraiata sul tappeto vicino al fuoco. Con un sospiro profondo, attraversò la stanza e guardò in basso verso di lui. Sebbene l’uomo non sia capace di mostrare reazione, sa che la sta guardando e disperato si chiede cosa avverrà.

Decide di sottrarlo prima possibile alla sua sofferenza; si china e gli toglie la bacchetta da dove era caduta dalle dita contratte. Poi si rialza, punta la bacchetta sul suo prigioniero, lo rilascia dai legami.

Appena può muoversi di nuovo, Severus fa un gran respiro ed esala lento.

Dio, come è bello potersi muovere e respirare di nuovo, la sensazione orribile di soffocamento è la parte peggiore della frustrante maledizione. Rigido, si spinge sui gomiti, e la contempla. “Allora? Non tenermi in attesa. Parliamo o sono condannato a finire l’anno ad Azkaban?”

Gli occhi di Minerva luccicano dietro gli occhiali e poi gli porge la mano per aiutarlo ad alzarsi. “Non mi provo a predirre dove finirai l’anno, Severus, ma adesso… credo che dovremmo parlare.”

Snape afferra la mano e le permette di aiutarlo ad alzarsi. Quando sono accanto, in piedi, lui occhieggia la bacchetta, che lei tiene stretta in pugno.

“Riavrò la bacchetta?” la risposta a quella domanda deve dirgli qualcosa.

Rafforzando la presa sulla bacchetta, lei fa un gesto verso una delle sedie vicine al fuoco, con la mano libera. “Credo che dovrai resistere per i prossimi tempi. Siediti. Ho scoperto di avere ancora qualche domanda.”

Avendo poca scelta, alza le spalle e accondiscende alla domanda. Una volta che è seduto e lei ha preso posto sulla sedia vicina, incrocia le braccia sul petto per evitare di mangiarsi le dita per il nervoso e attende che lei inizi con le domande.

“Ho avuto l’impressione dal ricordo, che fosse solo una delle tante conversazioni che avete avuto, tu e Albus, sulla necessità della sua morte e sulla tua parte in essa.”

“Sì, è vero. Posso trovare altri ricordi assai simili a quello se desideri dare una seconda occhiata, ma si dipanano più o meno nella stessa maniera. Di solito iniziano che si parla di strategia. Discute scenari potenziali della sua morte. Io mi arrabbio come se fosse una fesseria. Lui mi fa la predica sulla giustezza della nostra causa e sull’importanza della mia parte in essa. Protesto che sono disgustato dell’intera storia e non ho più voglia di scherzare. Prendo sicurezza. Lui diventa autoritario e impellente. Finisco per fare quello che desidera. Tutti gli altri ricordi si mescolano in quel modo. Questo pare invece toccare tutti i punti con una sequenza più logica di altri e per questo l’ho scelto.”

Lei sorride flebile alla familiarità della descrizione. Sebbene lei mai avesse iniziato certe conversazioni, spesso era stata testimone di discussioni su altre faccende tra Albus e Severus, dialoghi che avevano preso simili percorsi.

“E Draco Malfoy come si infila in tutto questo? Era lui che cercava di uccidere Albus?”

Snape annuisce. “Eh, Draco… la risposta in breve è sì.”

Alla sua smorfia di disapprovazione, lui sospira e va avanti, “Comunque, la risposta più completa mi impone di iniziare da Lucius, e non da suo figlio.”

“Come sai, Lucius venne accusato di quello sciagurato tentativo di rubare una Profezia al Dipartimento dei Misteri l’anno scorso. Quando fallì finì ad Azkaban e fu probabilmente la cosa più gentile che potesse accadergli. Voldemort fu chiaramente furioso, per la sua inettitudine. Dato che Lucius era fuori dal suo tiro, l’Oscuro Lord decise di prendere due piccioni con una fava.”

Minerva siede assai rigida. “Scelse Draco per uccidere Albus? Ma è solo un ragazzo? E si aspettava che ci riuscisse?”

“No, certo che no. Voldemort voleva Albus morto, ovvio, e se per qualche ragione Draco ce l’avesse fatta, sarebbe stata tutta di guadagnato. Ma se il giovane sbagliava, Lucius sarebbe stato punito ancora di più.”

“E questo come è ricaduto su di te?” Minerva sembra confusa.

Snape si passa la mano sulla faccia e poi posa il mento contro il pugno mentre pondera le sue parole. “Narcissa venne da me e mi supplicò di aiutarlo. Lei poteva capire, anche se non Draco, che questi veniva manovrato per fallire, per essere una punizione ulteriore per l’incompetenza di Lucius. Lei… mi persuase ad intervenire.”

“Come?”

E come. Ha sempre avuto un debole per Narcissa, ma di certo non lo ammetteva a Minerva.

“Mi implorò di aiutare suo figlio. Per accorciare una storia altrimenti lunga, io… feci un Voto Umbreakable di assistere Draco. Di proteggerlo dai dani e di proseguire i suoi impegni, se lui non ce l’avesse fatta.”

“Oh, mio dio. E lo hai stretto di tua volontà? Sapendo che avresti dovuto uccidere Albus?” Lo shock permea la voce di Minerva e la lascia tremante.

Snape si dimena a disagio nella sua sedia. “Veramente…ho fatto una scommessa che non intendevo pagare. Ho fatto finta di sapere più dei piani di Voldemort, più di quanto non sapessi con l’idea di convincere Narcissa e Bellatrix a parlare con maggiore libertà. Sembrò funzionare. Credevo di sapere cosa Draco dovesse fare, e non mi era apparso fuori di ogni possibilità, che potessi fare io quello in cui lui avesse fallito.”

“Cosa credevi che dovesse fare?” lo scruta Minerva, curiosa.

Sapendo che non le sarebbe piaciuta la risposta, Snape abbassa gli occhi e li scansa da lei, evitando l’occhiataccia. “L’Oscuro Lord è sempre stato ossessionato con Potter e è sembrato fissato in modo strambo nel distruggere il ragazzo personalmente. Credevo che avesse incaricato Malfoy di portare Potter da lui… vivo.”

Gli occhi di Minerva lampeggiano di momentanea ira. “E glielo avresti semplicemente onsegnato? A quel modo?Lo sapevo che non ti piaceva, ma davvero, Severus, è inconcepibile. Harry è sempre un ragazzo… uno dei tuoi studenti!”

“Lo so, Minerva, ed ero abbastanza certo che Albus potesse immaginarselo. Dopo tutto, avrei consegnato Potter vivo e illeso, e sarebbe stato possibile organizzare un salvataggio,” afferma con veemenza Snape. Non che gli importasse realmente se Potter sopravviveva o meno, ma ammetterlo non avrebbe certo aiutato la sua causa.

Minerva guarda solo appena ammansita. “Sarebbe sempre stata una brutta occasione.”

Snape alza le spalle e solleva la mano rassegnato. “E’ stao irrilevante comunque, perché con grande mio shock, non era Potter il bersaglio, affatto. Era Albus.”

La compassione striscia nell’espressione di Minerva e la voce si addolcìsce. “Cosa hai fatto quando hai scoperto la verità?”

“Che potevo fare? Ovvio, lo dissi a Albus. Ingenuamente mi aspettavo che lui tirasse fuori qualche tipo di prodigio dell’ultimo minuto dalla sua borsa dei trucchi. Dopo tutto, l’aveva fatto così tante volte prima, ma quella volta la sua reazione mi scioccò. Semplicemente accettò la cosa e mi disse che dovevo cavarmela alla fine. Voleva salvare Draco Malfoy da sé stesso se era possibile. Strapparlo alla tenebra. Per quello gli dissi che era troppo tardi. Draco era deciso a seguire le orme del padre, e si rifiutò di ascoltarmi. Non per la sola volta, devo aggiungere.

“Quando protestai che proprio non potevo ucciderlo, mi disse che sarebbe comunque morto, che la maledizione aveva distrutto la funzionalità della mano e lentamente lo stava avvelenando a morte, e che infine, la sua morte era necessaria per aprire la strada a Potter per distruggere l’Oscuro Lord. Non posso dire di aver capito perfettamente cosa volesse dire, ma sembrava adamantino. E da allora in poi, tutti i piani conversero sulla eventuale morte di Albus.”

Mentre parla del passato, la faccia di Snape riflette la rabbia ricordate e il dolore per i fatti dei mesi passati, ma quando finisce di parlare, le spalle gli si afflosciano assai e gli occhi che solleva su Minerva sono nuovamente vacui.

“Davvero non ho avuto altra scelta, Minerva. Albus sapeva che stava morendo, ed era deciso a scegliere il modo e il momento per la sua morte, così che fosse il più possibile utile alla causa. Se c’era qualcuno nelle file dell’Oscuro Lord che non si fidava di me, quale migliore mezzo per appianare ogni sua paura, che avere me che pubblicamente distruggo l’uomo che essi vedono come nemico numero uno? Se l’Ordine finiva sbandato, quale modo migliore per dare loro propositi nuovi, che fare di lui un martire per la causa? E se Potter aveva bisogno di decidersi a andare da solo… era necessario togliergli quella gruccia in modo tanto più drammatico possibile. Non potevo controbattere su quei temi. Ero in trappola.”

“Sì,” sussurra Minerva. “Lo capisco.”

Il silenzio si allunga infinito tra di loro fino a quando un pezzo di legno cade da un grosso ciocco nel fuoco e rotola sul pavimento del focolare, spezzando la calma e gettando scintille nell’aria.

“Perché Albus non ha detto la verità a nessuno? Se dovevi continuare il tuo ruolo di spia, qualcuno aveva bisogno di agire come tuo contatto. Qualcuno doveva sapere.” La voce di Minerva sale insieme alla sua agitazione.

“Sono certo che non litigherò con te. Perché pensi che sia qua? Albus mi promise che in qualche maniera la cosa sarebbe stata rivelata, che non sarei stato lasciato solo senza aiuto, ma sono passati mesi e posso dire che non c’è persona del maledetto mondo dei maghi che non ritiene che sia la più vile feccia sulla faccia della terra. Se Albus avesse detto a qualcuno la verità, pare che abbia atteso un po’ troppo a lungo.” Snape si incupisce amareggiato.

Minerva sospira. “Ecco che è esattamente accaduto così. Albus è sempre stato uno che decideva per suo conto il più possibile. La sua morte… quando è avvenuta davvero… non era come se tu non te lo aspettassi, vero?”

Snape scuote la testa. “No, non per davvero. Draco si rifiutò di rivelarmi i suoi piani, sebbene in più occasioni cercai di farglieli dire. A differenza di Potter, Draco ha davvero ascoltato quando gli ho insegnato l’Occlumency. Non sono stato capace di levargli i piani di mente, né sono stato capace di persuaderlo a dirmeli spontaneamente. Quello scontro sul tetto mi colse di sorpresa quanto tutti voi. Ma fu allora o mai. Sapevo che dovevo agire, sebbene temessi di segnare il mio destino, agendo. Eppure.. non c’era altra scelta.”

Con un sospiro, Snape fissa ansioso quella donna il cui supporto necessita con tanta disperazione. “E questo è perché sono qua. Sei la mia ultima speranza, Minerva. So che nessun altro mi ascolterebbe se cercassi di spiegare cosa è realmente accaduto. Allora…q uale è la tua risposta? Mi credi? Cercherai di convincere gli altri che sono ancora fedele a Albus e all’Ordine? O dovrei rimediare abiti più caldi e prepararmi a fuggire nel Grande Nord?”

La tentazione di cercare di estrarre la risposta dalla sua mente, magari di influenzarla, è forte, ma lui si costringe ad attendere. Se deve avere una sua importanza, la decisione della donna deve essere davvero presa da lei.

Minerva si alza dalla sedia e cammina fino al fuoco, guardandolo mentre Severus se ne resta seduto immobile, e la osserva.

Alla fine, lei si volta verso lui, e annuisce. “Ti credo, Severus, e riporterò queste informazioni all’Ordine, e cercherò di persuadere gli latri a credere a te a loro volta. Non posso promettere davvero che lo faranno, ma farò del mio meglio per convincerli. Hai la mia parola.”

Un’immensa ondata di sollievo inonda Severus che si alza in piedi, cammina fino a raggiungerla.

“Grazie, Minerva. E’ tutto quello che mai avrei potuto chiedere. Se qualcuno può convincerli, sei tu.”

Dentro sé è compiaciuta della fiducia che ripone in lei; sorride compassionevole e gli rende la bacchetta. “Immagino che ti occorre riaverla.”

Afferra la sua bacchetta con un cenno di ringraziamento, fa scivolare il legno caldo e lustro attraverso le dita e risponde placido, “Sì. Anche con il tuo supporto, temo di sì.”

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Backroads chapter 1 . 4/16/2007
Absolutely excellent. I read this with tears in my eyes. Your writing style is exceptional and this is a theory I have always hoped for. I like your take on Minerva's invovlement. She is Minerva McGonagall, after all, and therefore must be reasonable. It touched me so how Severus dared to go to her despite all his fear.

Beautifully done.
cdkobasiuk chapter 1 . 11/9/2006
Very very good.

cdk
mylittlehazmat chapter 1 . 5/27/2006
A great little one shot. It's so in canon and explanatory ... wonderful. I have no words of praise I can form into coherent words except that which I've already said. Great, great job. Keep up with your writing, or the earth may incinerate in it's lack of good literature. xD

Tata!
A Random Ravenclaw chapter 1 . 3/6/2006
Can you write a sequel? It would be interesting to see what happens to Snape, McGonagall, Harry and Malfoy after this conversation.
clara fox chapter 1 . 2/20/2006
I like all the fics that explain away Snape's evil actions, but this one strikes me as a cut above the rest. The writing really flows, and though at some points I kind of felt that Snape was verging on being out of character, it's true that we don't know much about his character when Harry's not around, so it's anyone's guess how bitter he really is.

There's something so clear in this story - it's just a very effective argument for Snape's goodness. I'd always assumed that he did in fact know what the Vow was really about, so it was really interesting to see a well-laid-out story in which he made the Vow as part of the bluff.
preseli chapter 1 . 2/12/2006
I love this interpretation, it's exactly what I thought - at first - but ... why didn't he tell them about the planned raid on the department of mysteries? He knew about it. In advance. And told no one. Horrible risk, if he had no allegiance to V ... The desirable side effect of getting rid of that nauseating loose cannon Black could not have justified it - could it?
Silverthreads chapter 1 . 1/10/2006
Excellent.
Bellegeste chapter 1 . 1/10/2006
Convincing and well-argued. I like the way you introduce the crystal castle as an indication that Minerva had been well-disposed towards Snape in the past. In addition to the main theme of Snape's innocence and the predicament in which he finds himself, I think you have brough out several other useful ideas - Draco's being used in order to punish Lucius, for example, or the need for Dumbledore to die before Harry stops using him as a 'crutch'.

Very pleasing piece. Thank you.
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