(Harold rincasa e si chiude dietro la porta con circospezione. Amy alza gli occhi dal libro che sta leggendo)

AMY: "Sembri Harrison Ford nel Fuggitivo. Per tua fortuna non troverai nessuno con il cranio fracassato!"

HAROLD: "Mi fa rabbrividire la tua ironia macabra. Comunque…Lì fuori c'è un'euforia allucinante da cui non voglio essere contagiato!"

AMY: "Giusto. Domani è il giorno delle grandi parate, di abbuffate senza precedenti, di giochi stupidi con una madrina eccezionale per l'evento. Sai che la signora Brenda ha chiesto a Sheila di presenziare all'evento, vero?"

HAROLD: "Beh almeno avremmo un buon motivo per andare a quella pagliacciata."

AMY: "Sei serio? L'aspirante e megera top model Sheila Heaven usa come trampolino di lancio l'anonima sagra di uno sperduto paesello di montagna. Dovrei presentarle Paige o Kayla: sono certa che diventerebbero amiche per la pelle."

HAROLD: "Sbaglio o qualcuna è piuttosto acidina oggi?"

AMY: "Papà non voglio più avere segreti con te. Ed incomprensioni com'è successo la scorsa primavera."

HAROLD: "Si tratta di Colin? Sta nascondendo, di nuovo, qualcosa?"

AMY: "No, assolutamente no. Lui è ok. Anzi, se non è troppo prematuro, vorrei chiedergli di venire insieme a me alla festa domani"

HAROLD: "Beh chiederemo ad Andy!"

AMY: "Andy? Da quand'è che tu e il Dottor Brown siete diventati così intimi?"

HAROLD: "Sai come si dice? Se non puoi battere il tuo nemico alleati con lui. E visto che quel vanaglorioso non ha nessuna intenzione di levare tanto presto le tende…"

AMY: "Si tratta di Maddy. Non centra il suo peso, cioè non direttamente. Credo che si senta sola e triste."

HAROLD: "Sei una ragazza sensibile e generosa, tesoro. Maddy è fortunata ad aver trovato un'amica come te. Per il resto cercheremo di aiutarla a ritrovare la forma e la serenità anche con l'aiuto di veri esperti."

(Casa Hart. Il Dottor Brown ripone lo stetoscopio nella borsa)

COLIN: "Come sta andando?"

DR BROWN: "Il fatto che fin ora non ci siano state complicazioni mi porta ad essere cautamente ottimista."

COLIN: "Ma non sono ancora fuori dai guai, vero?"

DR BROWN: "Stai prendendo gli anticonvulsivanti?"

COLIN: "Si. Ma mi lasciano stordito."

DR BROWN: "Possiamo provare a cambiare terapia."

COLIN: "Ha saputo quello che è successo l'altro giorno nel suo studio?"

DR BROWN: "Sì. Ephram mi ha raccontato anche dell'episodio accaduto qui, a casa tua."

COLIN: "Ah…"

DR BROWN: "Ascoltami Colin credo che tu abbia bisogno di parlare con qualcuno delle tue emozioni. Con la dottoressa Trot, per esempio."

COLIN: "Con tutto il rispetto per il suo consiglio, dottor Brown, ma la mia vita è già costellata da troppi medici. Non voglio aggiungere anche una strizzacervelli alla collezione.

DR BROWN: "Negli ultimi dodici mesi hai subito un incidente, quattro mesi di coma, due operazioni che ti hanno quasi ucciso…Sarebbe troppo per chiunque."

COLIN: "Stranamente ricordo tutto…"

DR BROWN: "Va bene scendiamo ad un compromesso. Se non vuoi parlare con un'estranea, sfogati almeno con i tuoi amici. Anche con me se ne avrai voglia e se ti ispirerò abbastanza fiducia."

COLIN: "Come non potrei fidarmi di lei? Senta, sa di questa specie di festa che ci sarà domani ad Everwood? Amy vorrebbe andarci insieme a me."

DR BROWN: "Tu cosa ne pensi?"

COLIN: "Ho un po' paura, soprattutto da quando la gente mi guarda come un marziano. Ma non potrò restare tappato in casa per il resto dei miei giorni, giusto?"

DR BROWN: "Hai il mio permesso. Puoi uscire un paio d'ore. Evita la folla, non strapazzarti troppo e, appena ti senti stanco, cerca di riposarti all'ombra o di tornare a casa."