Capitolo 1

"Mi chiedevo se ti andava di provare quel locale nuovo che hanno aperto; dicono che sia romantico"

Aveva risposto d'istinto e senza nemmeno accorgersene e adesso si sentiva il cuore in gola a pensarci. In quel momento il cellulare squillò

A: – ti passo a prendere per le 19, ok? -

I battiti del cuore accelerarono e, quasi in automatico, digita la risposta e invia il messaggio.

La giornata in ufficio passò relativamente tranquilla, nessun caso: solo Provenza che continuava a stressare tutti con il suo cruciverba. Sharon cercava di stare seria ma non riusciva a non farsi coinvolgere dalla comicità della situazione; i ragazzi erano esasperati e speravano tanto che qualcuno dicesse "abbiamo un caso"…. Ma nulla.

Andy sembrava tranquillo, ma cercava di evitare il contatto con Sharon; si sentiva un adolescente in preda a una tempesta ormonale: da quando poi si sentiva così per quella donna? Era sempre stata una spina nel fianco… oppure no? Non riusciva a capirlo ma sapeva che non voleva altro che arrivassero le 19 di quella sera. Quando lei non guardava lui la osservava, assorta nei suoi pensieri e percepiva la sua agitazione.

Arrivata a casa verso le 18,30 Sharon stava davanti all'armadio aperto, indecisa su cosa mettere. Rusty rientrò nel momento in cui lei aveva indossato un vestito lungo color pesca e si stava guardando allo specchio per vedere come stava. Sentì a malapena il toc toc alla porta, si girò di scatto e Rusty le disse:

"Semplicemente bellissima".

Sharon sentì le guance accendersi e Rusty le andò incontro abbracciandola.

"Sicuro che non sia troppo?", chiese.

"Mamma, da quanto esci con Andy? Non è la prima volta, quindi cosa ti preoccupa?"

"Vedi, Rusty, è tanto che non ho un vero appuntamento e …." Si girò verso lo specchio e capì che ormai aveva già rivelato troppo. Fu Rusty a finire la frase per lei:

"Non è solo il posto; tu provi qualcosa per Andy".

"Cosa? No io non lo so cosa provo per lui. È questo il problema!" Sharon si sedette sul letto e Rusty le andò a sedersi accanto:

"Mamma, abbiamo ancora tempo e vorrei farti una domanda".

"Dimmi"

"Come ti senti quando resti da sola con lui?" Sharon lo guardò perplessa per un attimo e poi iniziò a riflettere attentamente sulla domanda.

"C'è stato un periodo in cui era una vera e propria spina nel fianco, non lo potevo proprio sopportare, ma adesso non lo so; al matrimonio di Nicole, quando mi ha invitato a ballare, all'inizio ero un po' tesa ma stare abbracciata a lui.. è riuscito a farmi sentire al sicuro; sentivo il suo profumo e…" non riusciva più a continuare, Rusty aveva imparato a conoscerla: non lo avrebbe mai ammesso ma era veramente innamorata di lui; così per toglierla dall'impiccio fu lui a parlare:

"Mamma, da quando ho conosciuto Andy ho visto un cambiamento veramente importante; prima era sempre alla caccia di qualche donna insieme a Provenza ma, da quando il mio caro donatore di sperma mi ha picchiato e io sono scappato di nuovo da te, ho notato che qualcosa era cambiato in lui. Cominciava a guardarti con occhi diversi. È diventato tutto molto chiaro dopo che ti ha invitata al matrimonio. Sempre più premuroso e gentile."

"Adesso capisco perché a Natale a cena con Nicole hai fatto quelle domande alquanto imbarazzanti!"

"Beccato".

Iniziarono a ridere tutti e due poi Rusty riprese:

"Vi siete innamorati e avete tutti i diritti di essere felici, mamma! Quindi stasera non preoccuparti di niente, esci con Andy e sii felice"

. "Ma ci sono delle regole, Rusty! Non è così facile! Anche io vorrei fosse così semplice, ma in realtà".. Lo squillo del telefono li fece sobbalzare entrambi.

– Sono bloccato con una crisi esistenziale, spero di liberarmi presto e arrivare in orario. Perdonami, A.

Il messaggio li allarmò

– spero nulla di serio, vuoi rimandare? –

Dopo un attimo arrivò la risposta

– Tranquilla, tutto a posto, poi ti spiego –

Alle 18.50 lei era già pronta , nervosissima ma, a detta di Rusty, veramente un incanto. Il campanello suonò 5 minuti dopo e lei si avvicinò alla porta per aprire; prima di aprire la porta prese un respiro profondo per cercare di calmarsi.

Non riusciva a credere ai suoi occhi; era perfetta in ogni dettaglio: il leggero trucco, i capelli raccolti, quel vestito.. semplicemente meravigliosa, da togliere il fiato. Non riusciva a dire niente e ancora una volta fu Rusty a toglierli dall'imbarazzo.

"Ciao Andy! Bella giacca".

"Grazie ragazzo, come stai?"

"Tutto bene, ma cerca di portarmela fuori prima che cambi idea", gli disse strizzando l'occhio e mettendosi a ridere. Rivolgendo uno sguardo dolce a Sharon, che nel frattempo era diventata paonazza, le tese la mano e disse: "Pronta? Possiamo andare?". I suoi occhi brillavano e si limitò a prendere con la mano tremante quella di Andy e in quel momento il suo cuore sussultò.

Arrivati al ristorante, furono accompagnati al tavolo e Andy, da perfetto gentiluomo, la fece accomodare. Riusciva a sentire il suo dopobarba, quello che la faceva impazzire in tutti i sensi. Dopo aver superato l'imbarazzo, riuscirono a trascorrere momenti indimenticabili. Intanto che aspettavano il dolce, Sharon chiese spiegazioni sul messaggio:

"Che cos'era successo prima? La crisi esistenziale mi ha allarmata e non poco sinceramente"; i loro occhi si incrociarono e lei senti il cuore sussultare mentre lui le sorrideva:

"i due diavoletti dei miei nipoti mi hanno fatto il terzo grado sul perché stasera non potevo restare con loro a cena e mi hanno fatto domande abbastanza imbarazzanti. Ci ho messo un po' per convincerli che stasera proprio non potevo perché avevo un appuntamento troppo importante per il nonno e ho dovuto fare promesse che mi faranno morire".

"Del tipo?"

"Che li avrei portati un giorno intero al parco giochi e al mare. Me la faranno pagare molto cara; ma ne vale la pena". Lei gli sorrise sfiorandogli la mano, un gesto istintivo, quasi un riflesso incondizionato. Era già capitato altre volte ma quella sera era stata come una rivelazione di quello che effettivamente Sharon provava per quell'uomo meraviglioso che adesso aveva seduto vicino al tavolo. Lui fece per dire qualcosa, ma furono interrotti dall'arrivo del dolce; subito allontanarono le mani come se fossero stati colti in flagranza di reato.

"Ecco il dolce".

"Che ne dici di una passeggiata?".

"Direi che è un'ottima idea".

Il cielo era limpido, l'aria fresca. Passeggiarono in silenzio per un po' fino a quando le loro mani si sfiorarono; Sharon si fermò, quasi paralizzata; Andy le si avvicinò e lei iniziò a tremare

"Hai freddo? Se vuoi torniamo alla macchina e ti riporto a casa".

Lei non rispondeva, gli prese la mano e lasciò che l' abbracciasse.

"Voglio solo restare qui così ancora un po'. Vorrei che questa sera non finisca mai". "Sediamoci dai".

Seduti sulla spiaggia, Sharon si accoccolò tra le sue braccia senza dire nulla.

"Va tutto bene, sta tranquilla", le sussurrò dandole un bacio sulla fronte. Le loro mani si intrecciarono come se fosse la cosa più naturale del mondo e i loro occhi si incontrarono. I loro visi erano a pochissima distanza.

"Sta per cambiare tutto, vero?" chiese in un filo di voce.

"Credo di sì" le disse sfiorandole le labbra.

"Ho un'idea: potremmo riutilizzare i nostri ranghi per sviare i sospetti".

"Adesso vorrei solo una cosa Tenente".

"Non me lo faccio ripetere due volte, Capitano".

Si baciarono a lungo, stesi sulla spiaggia, fino a quando si fece un po' troppo freddo per restare lì. Tornati alla macchina, prima di salire, Sharon prese la mano di Andy per baciarlo ancora.

"Grazie per la magnifica serata, mi fai sentire al sicuro".

"Sei tu che mi ha trasformato, e per questo te ne sono più che grato".