Entrarono in casa e, appena chiusero la porta, Sharon si ritrovò con la schiena contro di essa. Le labbra di Andy erano sovrapposte sulle sue e la mano destra di lui le si era appoggiata sul fianco.

Un leggero gemito uscì dalla gola della donna.

«E Rusty?» gli chiese staccandosi a fatica dalle sue labbra.

Il tenente stava per rispondere quando una voce lo interruppe.

«Allora siete tornati» alla vista di Rusty la coppia si separò, il volto di Sharon era visibilmente imbarazzato, tanto che un leggero rossore si stava impadronendo delle sue guance.

Il ragazzo fece finta di nulla.

«Vi ho lasciato la cena pronta»

«Hai preparato la cena?» domandò Sharon stupita.

«Certo, ho pensato che sareste stati stanchi tornando dal lavoro»

«Grazie, che pensiero gentile» lo abbracciò la madre. Anche Andy lo ringraziò e gli appoggiò una mano sulla spalla.

«Ora vado, Gus mi sta aspettando» e uscì dalla porta.

Sharon appoggiò a terra la borsa, sotto ai cappotti che i due avevano appeso.

«Allora, dove eravamo rimasti?» chiese Andy riprendendo a baciare la sua donna.

Lei gli sorrise sulle labbra. Gli mise le braccia intorno al collo.

Lui le appoggiò le mani sui fianchi.

Poco a poco i baci si fecero più passionali, le loro lingue si incontrarono.

Sharon rabbrividì al tocco di Andy sotto la camicetta.

I loro piedi si mossero lentamente verso la camera da letto. Non appena entrarono nella stanza, si appoggiarono allo stipite della porta. Il tenente le accarezzò il viso, poi scese con le mani verso il primo bottone della camicetta color rosa antico e lo aprì. Fece lo stesso con gli altri, fino a che non riuscì a sfilargliela. Le accarezzò i fianchi con tocco leggero e ancora una volta la donna rabbrividì a questo contatto. I due eliminarono la distanza tra i loro volti ed Andy decise che quello era il momento per avventurarsi lungo il collo dell'amata. Con le labbra si spostò lentamente per quel dolce percorso era la sua pelle, vellutata e profumata.

Sharon spostò la testa all'indietro inarcandosi verso di lui. Successivamente privò il tenente della camicia e mise il volto nell'incavo con il collo per poter sentirne il profumo.

Andy la sollevò e la posò delicatamente sul letto rimanendo per un momento ad ammirare il suo corpo, le sue curve. La baciò nuovamente e iniziò a sfilarle la gonna. Ora si trovava in intimo davanti a lui. Si morse il labbro inferiore maliziosamente e, sorridendo, lo guardò con sguardo saturo di passione.

Dio, era bellissima mentre era sdraiata di fronte a lui indossando solo un intimo in pizzo nero. La biancheria scura faceva da contrasto con la pelle chiara, delicata. La perfezione di quella figura era turbata solo da quelle cicatrici situate sul suo petto, comunque il tenente preferì non soffermarsi su di esse. L'ammirò ancora per un istante, prima che lei prendesse l'iniziativa e cominciasse a slacciargli la cintura per poi sfilargli i pantaloni. Da sopra i boxer le era possibile vedere il suo desiderio e lo sentì anche quando lui le fu sopra, mentre tentava di sganciarle il reggiseno che in breve finì sul pavimento, così come il resto dei vestiti.

E poi tutto proseguì nel modo più naturale: i loro corpi abbracciati si muovevano insieme tra le lenzuola, le mani esploravano le loro figure, si sfioravano con delicatezza, le bocche si cercavano, restando unite fino al momento in cui entrambi non sentivano la necessità di riprendere aria; le loro voci, tramutate in sussurri d'amore, non sarebbero mai uscite da quella stanza.

Così, dopo essere arrivati entrambi al culmine del piacere, erano rimasti accoccolati l'una all'altro, cercando ancora il calore dei loro corpi, accarezzandosi, sfiorandosi e rimanendo in silenzio in modo da godersi quel momento di dolcezza fino in fondo.

Andy si trovava sdraiato a letto, sotto le lenzuola, il busto leggermente appoggiato alla spalliera, la figura di Sharon alla sua sinistra. Aveva cominciato a sfiorare i capelli della donna, sapeva di essere l'unico a cui era concesso farlo, fino a quando si piegò leggermente per baciarle la sommità della testa. Lei sorrise a questo gesto, le piaceva così tanto. D'un tratto si ritrovò a chiedersi come avesse fatto a vivere senza di lui, senza le sue carezze, il suo amore, per tutti quegli anni.

Davvero non si era mai accorta di quello che stava racchiudendo, dentro il suo involucro scontroso, il tenete Andy Flynn? Allora cercò di ricordare quando era stata la prima volta in cui lo aveva guardato con occhi diversi e si rese conto che era accaduto prima di quando si rendesse conto. Quel momento coincideva irrimediabilmente con una delle esperienze peggiori della sua vita, per cui preferì non ricordarlo, ma spostò ugualmente la mano sotto il seno, sfiorando quei segni indelebili incisi sulla sua pelle. Si era resa conto anche che, da quando lei ed Andy stavano insieme, non avevano mai affrontato l'argomento da soli, al di fuori delle indagini; l'ennesimo esempio della sensibilità dell'uomo che le stava accanto in quel momento. Lo stesso che, resosi conto del movimento di Sharon, aveva posato la mano sulla sua. Quasi a voler scacciare quel brutto ricordo che si era riaffacciato nella mente della donna.

«Va tutto bene» le aveva sussurrato poi, accompagnando quelle parole con un bacio sulla testa.

Lei girò il volto verso la sua destra, in modo da riuscire a vederlo in viso.

«Non ne abbiamo mai parlato» sentiva che quell'argomento avrebbero dovuto affrontarlo, prima o poi, altrimenti la sensazione che stava provando non l'avrebbe mai abbandonata. Quel pensiero di aver lasciato qualcosa in sospeso. Era sicura che quelle parole che non si erano mai detti avrebbero chiuso un brutto capitolo della vita di entrambi.

«Tesoro, perché ritornare sul passato? Adesso siamo qui, insieme. Non voglio che tu soffra ancora»

«Ma ho la sensazione che queste cicatrici-»

«Sharon ascoltami. Sei bellissima con o senza quelle cicatrici, non mi importa. Non fraintendermi, non ho intenzione di fingere che non sia accaduto nulla, però ti prego. Se proprio desideri parlarne lo faremo, ma non ora. In questo momento voglio solo sentirti al mio fianco»

Andy strinse più vicino a sé Sharon, la avvolse nel suo caldo abbraccio. Ancora nessuno dei due sapeva che non sarebbe trascorso molto tempo e quei ricordi, che il tenente aveva tentato di sopprimere, si sarebbero ripresentati. Si sarebbero abbattuti su di loro come l'onda di un mare in tempesta si scontra violentemente contro una scogliera.

Ciononostante, nel frattempo, i due si addormentarono teneramente abbracciati, mescolando il calore proveniente dai loro corpi.

Ormai era quasi giorno, Andy e Sharon stavano dormendo tranquillamente abbracciati da qualche ora. L'abitazione si trovava avvolta dal più profondo silenzio. D'un tratto questo venne rotto dal rumore di una porta che si stava aprendo e che, poco dopo, tornò subito a richiudersi. Rusty aveva appena fatto ritorno a casa dopo aver trascorso una notte con Gus. I due avevano guardato un film e si erano addormentati abbracciati sul divano, solo nel momento in cui avevano riaperto gli occhi si erano resi conto dell'orario che si era fatto.

Il ragazzo entrò nella sua camera e si cambiò i vestiti indossando un paio di pantaloni del pigiama e una maglietta. Tuttavia, prima di mettersi a letto, sentì il bisogno di bere un bicchiere d'acqua. Si diresse in cucina, prese un bicchiere e aprì il rubinetto facendo sgorgare il liquido trasparente all'interno del contenitore. Solo quando stava per deglutire il secondo sorso si rese conto che il tavolo era apparecchiato come quando era uscito di casa, e anche la cena non era stata toccata. Per un solo momento sospirò lievemente, poi si diresse verso la camera da letto scuotendo la testa con il sorriso sulle labbra.

Si rigirò nel letto, pensava di trovarla al suo fianco, di svegliarsi con lei rannicchiata contro il proprio copro, come accadeva spesso dopo che avevano fatto l'amore; ma quando allungò la mano alla sua sinistra avvertì solo la sensazione del lenzuolo freddo, segnale evidente del fatto che si fosse alzata da un pezzo. Aprì allora gli occhi e si mise seduto, sicuramente era in bagno, per cui decise di aspettare che uscisse.

Da parte sua, Sharon si trovava davanti allo specchio. Dopo essersi rigirata nel letto per più e più volte aveva deciso di alzarsi, forse dopo una doccia calda sarebbe riuscita a conciliare nuovamente il sonno. Tuttavia, si era ritrovata davanti a quella superficie riflettente, per un tempo che le era sembrato eterno, a fissarsi il torace. A un certo punto si era addirittura appoggiata al lavandino, abbassando lo sguardo e cercando di soffocare i ricordi. Eppure, quando, con la mano, aveva sfiorato quelle cicatrici, un'ondata di essi l'aveva travolta nuovamente. Dopo tutto quel tempo, dopo tutti gli anni che erano trascorsi, quei momenti rimanevano ancora impressi, forse indelebilmente, nella sua memoria.

Un leggero bussare alla porta del bagno la destò dai suoi pensieri, subito la sua mano era ritornata lungo il fianco sinistro e aveva cercato la vestaglia per coprirsi, solo dopo aveva dato il permesso ad Andy di entrare nella stanza.

«Buongiorno» le si avvicinò e, cingendole i fianchi con le mani, depositò un leggero bacio sulle sue labbra.

«Speravo di trovarti affianco a me questa mattina»

«Mi sono svegliata e non riuscivo più a riprendere sonno» si giustificò lei.

«Tutto apposto? Mi sembri così seria. Non hai ancora fatto nemmeno un sorriso. Ti ho mai detto che amo il tuo sorriso?» a quel punto le labbra della donna si piegarono verso l'alto.

Lui aveva capito che qualcosa non andava, rimaneva pur sempre un agente di polizia, sapeva che il ricordo di quella fatidica notte aveva ricominciato a tormentarla. Più volte l'aveva vista soffermarsi leggermente su quei segni indelebili incisi sopra la sua pelle chiara; eppure, la sera precedente era stata la prima volta che aveva accennato all'argomento.

«Hai già fatto la doccia?»

Lei scosse la testa.

«Stavo per farla ora»

«Allora, intanto, io andrò di là, così inizio a preparare la colazione» le diede un baciò e uscì.

Non appena arrivò in cucina si accorse che il tavolo era ancora apparecchiato dalla sera precedente. Sorrise ripensando alla serata che avevano trascorso, non avevano nemmeno cenato, se n'erano dimenticati nonostante Rusty avesse appena detto loro che aveva cucinato.

Quindi sistemò tutto per la colazione e si mise a prepararla. Il ragazzo non si era ancora alzato, per cui anche lui, come Sharon, stava sfruttando quel momento per riflettere sulla situazione che si stava creando davanti ai suoi occhi. Pensò alla donna che si trovava nell'altra stanza e cercò di comprendere il motivo per cui il ricordo di quella sera stava tornando prepotentemente nella sua vita. Nella loro vita. Lei, da parte sua, conviveva da un paio di giorni con una strana sensazione, per nulla positiva, la quale minava di angoscia gran parte della sua giornata. Certo, inizialmente aveva esitato a condividere questa parte dei propri sentimenti con il marito, non voleva contagiare anche lui con quello strano turbamento, ma poi si era resa conto che ormai era da molto tempo che la sua vita era diventata la loro vita insieme. Non poteva nascondergli come si sentiva. E in ogni caso, lui avrebbe scoperto tutto comunque, prima o poi; più di chiunque altro sapeva leggere dentro quei suoi occhi verdi e scrutarne le verità che così spesso celava dietro di essi.

«Allora? Avete trascorso una bella serata?» chiese d'improvviso Rusty entrando in cucina. Il ragazzo aveva un sorrisetto ironico e divertito sul volto. Subito Andy si girò e vide che aveva gettato un occhio alla tavola ora sistemata per la colazione. Sentì una vampata di calore invadergli il volto: erano stati scoperti.

«Io sono tornato tardi, spero di non avervi svegliati» proseguì il ragazzo notando il leggero imbarazzo del tenente e continuando perciò a sorridere.

«No, no, noi non ti abbiamo sentito» ripose, quasi balbettando l'uomo.

«Immagino» a quell'affermazione Andy era arrossito ancora più violentemente, mentre il ragazzo si divertiva a prenderlo un po' in giro.

«A proposito, dov'è Sharon?»

«Sono qui» disse lei spuntando dal soggiorno. Si stava sistemando i capelli, dopo la doccia veloce si era già vestita.

La donna diede un bacio sulla guancia a Rusty, ignara della scena che si era conclusa con la sua comparsa.

«Cosa stava succedendo qui prima del mio arrivo?» chiese notando il rossore sul viso di Andy e lo sguardo divertito del ragazzo.

«Nulla, stavamo solo scambiando qualche parola» rispose frettolosamente Rusty.

Aveva capito, avrebbe dovuto indagare più tardi con Andy.

«È andata bene ieri sera?» chiese sedendosi a tavola, fece una pausa e poi proseguì con le domande.

«Sei tornato tardi? Non ti ho nemmeno sentito rientrare»

«Appunto» aveva commentato lievemente Andy; nonostante lo avesse appena sussurrato, lei lo aveva sentito e si era girata verso di lui con sguardo interrogativo.

«Sì, tutto apposto. È stata una serata tranquilla» il ragazzo spostò velocemente lo sguardo da Sharon ad Andy e viceversa, poi bevve un sorso di succo d'arancia.

Lei lo osservò con sguardo interrogativo, nonostante il sorriso.

I tre mangiarono insieme, poi Andy e Sharon uscirono di casa dirigendosi verso il parcheggio.

«Allora, di cosa stavate parlando tu e Rusty prima che arrivassi io?» chiese lei, desiderosa di sapere.

«Nulla di importante, solo qualche parola innocente» le sorrise.

«Dai - lo supplicò lei - avanti, sono curiosa, e poi eri tutto rosso» lo derise e gli diede una piccola spinta sul braccio.

«E va bene. Rusty ci stava solo prendendo in un po' in giro. Quando è tornato, ieri sera, ha notato che la tavola era ancora apparecchiata da ieri sera» a sentire quelle parole Sharon si mise una mano sugli occhi e cercò di nascondere il rossore le stava invadendo il viso. Entrambi si misero a ridere. Per loro erano stati riservati ancora pochi giorni di serenità. La settimana successiva, infatti, sarebbero venuti a conoscenza di una verità angosciosa, una che lei sembrava aver già percepito quella sera, a letto con Andy.