CHAPTER 39 - E' un po' corto e un po' triste...ma nel prossimo le cose andranno meglio. Leggete e commentate


7 giugno

Derek alla fine aveva deciso di andare via da casa, Addison non aveva cercato nemmeno di convincerlo a restare. Era successo tutto così in fretta, fino a 10 giorni prima tutto sembrava andare benissimo tra loro. Derek aveva preso una camera in albergo e aveva ripreso a frequentare Meredith, Addison, invece, da qualche giorno aveva riaperto lo studio, riceveva a giorni alterni e nella sua stanza c'era un lettino per Roberto.

Non aveva avuto più notizie di Derek, fino a quando non lo incontrò in modo fortuito nell'ascensore del Mt. Sinai Hospital. Doveva salire al 7°piano per una visita in pediatria per Roberto. "Ma che bel bambino…" disse una donna sulla sessantina vedendola entrare in ascensore, "Grazie" disse Addison sorridendo, al 2° piano le porte dell'ascensore si aprirono di nuovo, questa volta ad entrare furono Derek e Meredith, scherzavano, sembravano contenti, non si erano nemmeno accorti delle altre pensore in ascensore. Addison non diceva nulla e aspettava pazientemente il suo piano, Derek non sapeva nemmeno della sua presenza assorto com'era nella discussione con Meredith. Finalmente il 7°piano, Addison si fece spazio tra la gente chiedendo "permesso" e uscì dall'ascensore, Derek si accorse che era lei e la seguì uscendo anche lui "Addison, Addison…". Si voltò, i loro sguardi si incrociarono, Derek notò che la sua faccia era più cupa, non sapeva bene cosa dirle, continuava a guardarla, le parole gli morivano in gola "…Hai fatto la tua scelta Derek – disse Addison rompendo il silenzio per lui – io la rispetto, e poi non ho né la forza né la voglia di lottare per un uomo che non ha alcun interesse a stare con me…". Gli occhi di Derek si gonfiarono di lacrime, sapeva di dovere dire qualcosa, di spiegarle che non era come credeva, erano queste le parole con cui sua moglie lo stava lasciando? Si è vero aveva frequentato Meredith in questi giorni, ma solo professionalmente, solo una sera erano andati a bere qualcosa insieme, ma nulla di più. Adesso le parole di Addison gli facevano tremare il terreno sotto i piedi "Ti prego Addie, perdonami, sono stato un povero idiota… - le disse in lacrime – Siete le persone più importanti della mia vita, non voglio perdervi per un momento di debolezza, ti giuro che tra me e Meredith non c'è stato assolutamente nulla, solo un rapporto di lavoro, avevo bisogno di pensare, per questo sono andato via, vi ho pensato ogni giorno, ma non avevo la forza di telefonare… - Derek si avvicinò all'ovetto di Roberto, vide che il bambino era intento a giocare con un giochino – Questo non lo faceva fino a 10 giorni fa!" esclamò meravigliato, "… I primi giorni ti cercava, girava lo sguardo sperando di vederti…" gli raccontò Addison, "Posso prenderlo?" chiese Derek, aspettando il permesso di Addison, "Si certo, dopotutto è tuo figlio…", "Ehi, ometto… Sei contento di vedermi?" disse Derek prendendo il bimbo in braccio, ma Roberto gli ripose scoppiando a piangere e cercarndo l'abbraccio affettuoso di sua madre "Non è stato benissimo, è un po' irritabile…" gli spiegò Addison, "Spero nulla di grave" disse Derek allarmato, "Solo una febbricola, sono qui per un controllo di routine" disse per tranquillizzare suo marito, Derek annuì "Ok, vorrei esserci, mi piacerebbe stare un po' con voi, ti spiace se prendo un giorno?".

"Fai come vuoi, io nel pomeriggio ho delle visite in studio…" disse Addison senza dare troppo peso alle sue parole.

"Addie…"

"Hai perso il diritto di chiamarmi Addie, Derek! Sei liberissimo di fare quello che vuoi della tua vita, se vuoi prenderti un giorno, vai, prenditelo!"

"Ma perché fai così?... Fingi di fare l'indifferente che non ti importa nulla di quello che dico…"

"Dovresti imparare a tenere a bada il tuo Ego…" tagliò corto Addison prendendo suo figlio e allontanandosi da Derek, che restò lì impietrito e impotente.


"Gli interventi di oggi?" chiese Derek arrabbiato come non mai, prese in mano una cartella clinica, cominciò a sfogliarla, "Siete degli incompetenti – disse agli specializzandi che erano in reparto – è così che compilate le cartella, sono fatte malissimo, manca tutto, l'anamnesi, l'esame obiettivo… - ne prese in mano un'altra – chi ha compilato la cartella del signor Jones è un ignorante, se c'è un'ispezione andiamo tutti in galera, qual è la diagnosi d'entrata?" chiese alzando il tono di voce.

"Derek, calmati!" gli disse Meredith

"Dr. Grey, sono il primario di neurochirurgia e gradirei essere chiamato Dr. Shepherd, se sei in grado rifai le cartelle!" disse allontanandosi dalla postazione.

"Oggi è più incazzato del solito…" notò uno specializzando, "Hai visto come ha trattato la Dr. Grey…" disse un'altra, "Probabilmente ieri avranno avuto problemi di coppia…" disse l'altro, "Che intendi dire?", "Non lo sai Grey è l'amante di Shepherd, la moglie lo ha scoperto e lo ha buttato fuori di casa…".

Per quanto si sforzasse Derek non riusciva a lavorare, aveva delle pubblicazioni da controllare e dei pazienti da vedere prima delle dimissioni, ma la sua testa era al 7° piano, uscì dalla stanza e si diresse verso l'ascensore, "Dr. Shepherd, io e il Dr. Avery abbiamo completato le cartelle, dobbiamo fare altro?", "Avete fatto meno del vostro dovere. Scendete al PS… e cercate di non combinare altri guai!" rispose scontrosamente Derek entrando in ascensore, scese al 7° piano, vide Addison ancora nell'anticamera intenta a leggere una copia di Newsweek, si sedette accanto a lei, non disse nulla, aspettò pazientemente il loro turno in silenzio, ma non entrò con loro per la visita.

Tornò in reparto, fece alcune visite e un piccolo intervento di routine per drenare un idrocefalo normoteso.