Love song for a rose

Si risvegliò all'improvviso da un sonno senza sogni, con la confusa impressione di aver udito la rosa chiamarlo per nome.

Rabbrividendo, contro la propria volontà, si alzò per avere conferma ancora una volta dell'amara realtà: la rosa non c'era più. Era morta nel sonno, stroncata dal freddo di un inverno inaspettatamente crudele.

Da allora tutto aveva perduto significato per il Piccolo Principe, anche lo scorrere del tempo. La sua vita si trascinava stancamente, come un pallido riflesso, in attesa della fine.

Sedette, le ginocchia strette contro al petto, a contemplare le stelle. Non sorridevano più, ora; si limitavano a ricambiare freddamente il suo sguardo.

Ripensò alla rosa: i suoi petali scarlatti, le spine di cui andava così fiera, la sua ingenua e commovente vanità.

Non esisteva un altro fiore come lei, in tutto l'universo. Perché era la sua rosa. Lui l'aveva addomesticata, e per questo ne era responsabile.

Ma non era riuscito ad impedire al gelo di strappargliela per sempre.