CAPITOLO 2
Il rumore acuto e martellante della sveglia fece sobbalzare Marlene dal letto che con un movimento svogliato e pesante la spense.
Aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu il soffitto bianco della sua stanza, al cui centro troneggiava un grande lampadario moderno d'acciaio lucente.
Fece un sospiro e si preparò ad affrontare un'altra monotona giornata.
Fece una doccia fredda che la svegliò dal torpore del sonno, indossò un'elegante gonna a vita alta rosa pallido e una morbida camicetta bianco perla, mise un rossetto color carne e lasciò cadere morbidi i capelli sulle spalle, poi svegliò i ragazzi, preparò la colazione e accompagnò i figli a scuola come ogni mattina; e come ogni mattina che si rispetti andò alla cafè di Lucy.
Entrando nel locale sentì qualcosa di strano nell'aria, qualcosa di nuovo che storpiava quella visione così abituale.
Si accomodò al suo solito sgabello e l'amica dopo averla accolta con un gran sorriso si apprestò a prepararle la sua solita ordinazione, in quel mentre si accorse della presenza di una persona a lei sconosciuta: Marlene andava abitualmente in quella caffetteria e conosceva perfettamente i visi di ognuno delle persone che frequentavano quel locale e certamente era impossibile che in tutto quel tempo non si fosse accorta della presenza di quel ragazzo, sicuramente doveva essere un nuovo cliente.
Così osservò curiosa il ragazzo seduto al lato del bancone: aveva un abbigliamento trasandato secondo i suoi gusti, con quei vestiti extra large e quegli strani capelli acconciati in lunghe treccine scure con una fascia nera che gli copriva la fronte, però nonostante ciò doveva ammettere che era bello con quegli espressivi e grandi occhi nocciola e quelle labbra carnose coronate da un piercing al lato sinistro del labbro inferiore che, secondo Marlene, storpiava la bellezza della sua bocca; pensava che se un giorno sua figlia si fosse presentata in casa con un tipo così sicuramente lei non ne sarebbe stata felice.
"Ecco a te!" esclamò improvvisamente Lucy interrompendo la sua minuziosa osservazione
"Grazie" mormorò la donna un pò stordita
"L'hai visto quel tipo li?" le domandò inaspettatamente l'amica facendo un leggero cenno con il capo in direzione del ragazzo, Marlene annuì "E' venuto oggi per la prima volta, credo che sia un modello o qualcosa del genere...davvero un bel bocconcino eh?" continuò la donna con fare malizioso
"Lucy! Ma cosa vai dicendo?!" ribattè Marlene aggrottando la fronte
"E su dai! Non sto facendo niente di male, lascio scorrere semplicemente la fantasia! Credi che i nostri mariti non lo facciano quando gli passa davanti una bella donna?" le domandò sicura di sè e con aria sapiente, Marlene scosse la testa rassegnata in risposta e si affrettò a bere il suo caffè "L'hai visto come ti sta guardando? Ti mangia con gli occhi! Hai fatto colpo!" continuò imperterrita Lucy, Marlene udendo quella frase per poco non rischiò di farsi andare il caffè per traverso "Lucy!" esclamò infastidita
"Io un pensierino ce lo farei" ribattè l'amica trionfante
"Scherzi?! Io ho famiglia, sono una donna sposata! E poi quello potrebbe essere mio figlio!" ribattè la donna seria; dalla borsetta estrasse il portafoglio e pagò il conto, poi salutò l'amica e si diresse a lavoro.
Quella scena si ripetè per una settimana, quel giovane seduto sempre a quel posto con il suo cappuccino davanti ogni mattina alla stessa ora era li, in quella caffetteria e sembrava ci andasse proprio per lei, proprio per Marlene: la guardava con quei bellissimi occhi che gli conferivano uno sguardo seducente ed ammaliatore, la guardava così intensamente ed in un modo così penetrante che la donna nonostante la sua età matura e la sua sicurezza sotto il peso di quello sguardo si disintegravano facendola sentire un'adolescente stupida e insicura fino a metterla a disagio.
Marlene però continuava ad andare nella caffetteria dell'amica, quello era il suo posto, il suo territorio e non vi voleva rinunciare a causa di un ragazzino che per lei era solo un intruso e che le lanciava sguardi di troppo: lei non era una ragazzina, lei era una donna.
Una di quelle mattine il ragazzo dopo averla guardata per un bel pò, inaspettatamente, si alzò dal suo posto, le si avvicinò e si sedette nello sgabello accanto al suo.
"Posso offrire io?" le domandò con un bel sorriso
Marlene lo guardò spiazzata, poi scosse la testa e rispose "Lo sai che potrei essere tua madre?"
il ragazzo scoppiò a ridere "Non credo che lei sia così vecchia" disse
"Allora perchè mi dai del lei?" domandò Marlene divertita
"Se mi dice come si chiama le do del tu" rispose con voce seducente il giovane
la donna rise "Mi dispiace, ma io prediligo uomoni più maturi"
"Cosa le fa pensare che io sono venuto qui per sedurla?" le domandò il ragazzo scrutandola con i suoi occhi penetranti
Marlene scosse la testa sorridendo "E' da una settimana che vieni qui e mi guardi poi improvvisamente ti avvicini e vuoi offrire tu..." disse schiettamente
il ragazzo rise "Io vengo qui perchè mi piace il cappuccino che fanno e se mi sono offerto di offrirle la colazione è stato per gentilezza, tutto qui"
"Certo, il cappuccino..." ripetè Marlene divertita
"Piuttosto è lei quella che non ha le idee chiare: mi ha controllato per tutto il tempo ed ha pensato pure male di me" continuò il giovane sicuro del fatto suo
la donna arrossì a quella frase "Cosa?! Ragazzino come ti permetti?!" esclamò offesa e se ne andò.
Uscì in strada e l'aria fresca le colpì in pieno le guance che stavano andando a fuoco per la rabbia, mentre tra sè e sè farfugliava parole incomprensibili.
"Aspetti!" si sentì urlare da dietro e quando si girò vide di nuovo quel ragazzo "Hai intenzione di seguirmi fino al lavoro adesso?!" disse sprezzante la donna
"No, ha dimenticato la sciarpa" rispose il ragazzo
"Io non avevo la sciarpa" osservò Marlene attonita
"Già è vero" disse il ragazzo portando una mano dietro la testa e nascondendo la sciarpa, che aveva preso a qualche cliente, dietro la schiena "In effetti era solo una scusa...volevo scusarmi, sono stato un maleducato" disse con voce sommessa
Marlene lo guardò negli occhi, erano limpidi e sinceri così tanto da toglierle il fiato "Accetto le scuse" disse secca, poi si girò e dandogli le spalle disse piano "Marlene" , il ragazzo sorrise e mentre la donna scendeva la strada urlò "Tom".