CAPITOLO 2
La classe era spaziosa e ben tenuta, sulle pareti vi erano carte geografiche della Germania fisica e politica e grandi finestre opache facevano trapelare la leggera luce del mattino.
La campanella suonò e tutti i ragazzi si accomodarono ai propri posti, riservandomi il fatidico posto al primo banco. Mi lasciai cadere sulla sedia posando il mio zaino scarabocchiato a terra, lasciandomi alle spalle schiamazzi e risolini acuti. Bill e Tom erano nei banchi di mezzo. Quella situazione mi dava fastidio, mi scocciava essere quella nuova, mi scocciavano le presentazioni, mi scocciava farmi conoscere per l'ennesima volta.
Pochi minuti dopo il professore Schwarz, docente di storia fece la sua apparizione, salutò la classe e si accomodò alla cattedra dove fece l'appello, poi mi chiamò e mi invitò ad alzarmi e ad avvicinarmi alla lavagna per la presentazione.
"Ragazzi lei è Sabrina Rot, la nuova alunna, si è trasferita da poco da Berlino ed è una vostra coetanea, mi raccomando fatela sentire come a casa" detto questo il professore mi diete il benvenuto e mi fece segno con la mano di accomodarmi di nuovo al mio posto; dopodicchè la lezione cominciò. Fu una vera palla si parlava dei regni romano-germanici, avrei preferito bighellonare con quello che avevo sul banco o scarabocchiare il quaderno piuttosto che star a sentire la lezione, ma fui costretta, invece, a stare attenta ed a sforzarmi di prendere appunti: dovevo pur recuperare tutti i programmi se non volevo lasciare l'anno.
Le ore passarono lente e inesorabili fino alla terza ora quando la campana dell'intervallo suonò. Tutti uscirono frettolosamente, mentre io avevo intenzione di rimanere in classe ma Bill e Tom furono contrari a quella mia decisione e mi trascinarono fuori.
"Fino a questo momento che te ne pare?" mi chiese Bill per spronarmi a parlare
"Noiosa come tutte le scuole" affermai
Tom rise "e tu che non volevi uscire, saresti morta di noia"
"La biondina ti mangia con gli occhi" dissi con nonchalance per cambiare discorso
"Si lo so, ma chi se la fila è solo un'oca" disse Tom con aria di superiorità poi aggiunse "Gelosa?" e fece un sorrisetto malizioso
lo guardai alibita dicendogli "Guarda ti consiglio una visita neurologica"
Tom soprirò "Fa la difficile"
Nel frattempo Bill ci guardava con un sopracciglio inarcato "Smettetela voi due"
"Dove stiamo andando?" chiesi incuriosita
"Da due nostri amici" disse Bill.
Pronunciate quelle parole ci trovammo nel verde cortile interno pululante di studenti.
"Dove sono?" chiese Bill
dopo essersi guardato un pò attorno Tom disse "Sono li!" e indicò due ragazzi vicino alle macchinette degli snack, questi due essendosi accorti della presenza dei gemelli facevano segno con la mano per farsi raggiungere.
"Gustav, Georg! Ciao!"
"Ciao!" disse il più impostato mentre l'altro si limitò ad un cenno con la testa sorridendo
"E lei chi è?" chiese il primo
"Lei è Sabrina. la nuova compagna" disse Bill
"Piacere io sono Georg" disse porgendomi la grande mano
"Io sono Gustav" e anche lui mi porse la mano
A quelle presentazioni la campana suonò annunciando la fine dell'intervallo.
"Merda! Ma come già è suonata?" disse Tom arricciando il naso
"E' da un bel pò che siamo qui ad aspettarvi" protestarono Georg e Gustav
"Scusate, mia culpa. Hanno perso tempo con me perchè non volevo uscire" dissi mortificata
"Vabbè fa niente" disse Gustav rassicurandomi
"Allora ci vediamo oggi" concluse Georg
Ci salutammo e ritornammo in classe. La professoressa era già arrivata e ci toccò scusarci per il ritardo. Passarono lentamente altre 3 ore e finalmente la campana che annunciava la fine della giornata scolastica suonò.
Salimmo sull'autobus e ci accomodammo ai nostri soliti posti.
"Che bella!" esclamò Bill di colpo
"Cosa?" chiesi
"La tua collana è da un pò che l'ho notata" disse Bill indicandola
"Oh! Grazie!E' il mio portafortuna" dissi tutta contenta per quell'osservazione.
La collana in questione non era altro che una sottile catenina con ciondolo un piccolo cuore affiancato da una chiave su cui era incisa una piccola frase che diceva "Apre il tuo cuore".
Dopo qualche istante di silenzio mi apprestai ad aprire una nuova discussione:
"Ragazzi se oggi pomeriggio non avete altri impegni vi va di aiutarmi con il programma di storia?"
"Con me non si studia lo sai?" disse Tom strizzandomi l'occhio
"Ok, parlo con il gemello serio" dissi portandomi una mano sulla fronte
Bill cominciò a ridere "Voi due siete davvero comici!"
"Ah certo ti facciamo ridere, ci prendi per dei pagliacci..." dissi incrociando le braccia
"Scusa non te la prendere, ma non posso fare a meno di ridere!" cercò di scusarsi Bill
"Vediamo se smetti di ridere con questo" conclusi con un risolino malefico e cominciai a solleticarlo
"Oddio! No! Il solletico no!" protestava Bill tra una risata e l'altra
L'autista si lamentò del chiasso che facevamo e subito ci ricomposimo e dopo esserci fatti seri ci guardammo in faccia e scoppiammo a ridere silenziosamente. Scesimo alla fermata e prima che le nostre strade si dividessero Bill disse "Comunque si, ti aiuto io con il programma di storia, oggi alle 15 vieni a casa mia"
"Dove abiti?" chiesi
"Vedi li a destra?" mi disse indicandomi la strada che gli avevo visto imboccare anche il giorno prima
"Si" dissi annuendo con la testa
"Ecco, presa quella strada ti trovi davanti ad una fila di villette, casa mia è la seconda" concluse Bill
"Perfetto!" esclamai trionfante e buttandogli istintivamente le braccia al collo lo ringraziai, salutai Tom e me ne andai tutta felice.
All'orario detto da Bill suonai il campanello di casa sua: una graziosa villetta bianca dal tetto a spiovente e circondata dal verde intorno.
Venne ad aprirmi la porta Bill che mi fece strada su per le scale fino a raggiungere la sua camera, la quale era ordinata e ben arredata e nell'aria si poteva respirare il suo profumo.
Ci misimo subito al lavoro e dopo un'ora abbondante di storia alla porta della sua camera bussarono: era sua madre, una bellissima e gentile donna, che si era premurata di portarci uno spuntino. Dopo quella piacevole pausa ci buttammo di nuovo sui libri, era sorprendende il modo in cui mi faceva capire così bene gli avvenimenti accaduti nella storia, senza farmeli pesare o farmi addormentare. Verso le 17 a bussare fu Tom.
"Bill sbrigati! Georg e Gustav sono sotto che stanno aspettando, hanno già accordato e sistemato gli strumenti" avvertì Tom
"Già è ora? Come passa il tempo! Arrivo subito" disse Bill
"Ok" disse infine Tom e scomparì dietro la porta
"Scusa ti ho fatto fare tardi, me ne vado subito" dissi arrossendo
"Tranquilla" disse Bill sorridendomi mentre mi aiutava ad infilare i pesanti libri nello zaino
"E' stato un pomeriggio piacevole nonostante lo studio" aggiunse
"Infatti! Chi l'avrebbe mai detto!" sorrisi portandomi un braccio dietro la testa
Bill ricambiò il sorriso
"Prima Tom ha detto strumenti, avete una band?"
"Oh si, i Devilish" disse Bill trionfante
"Che cosa interessante!" dissi entusiasta "Tu canti o suoni?" chiesi
"Io canto, Tom suona la chitarra, Georg suona il basso e Gustav la batteria"
"Wow! Posso assistere alle prove?" chiesi tutta gasata
"Davvero vuoi sentirci suonare?" mi chiese Bill stranito
"Certamente!" esclamai
"Ok, allora vieni" disse Bill sfoderando uno dei suoi più bei sorrisi.