Lo so, molti di voi non vorrebbero separare la Triade, ma... senza cambiamento non c'è crescita.

"Sollevò una mano e le spostò delicatamente una ciocca di spuma bianca dietro l'orecchio, rivelandone la punta, così aliena eppure così stranamente familiare.
Solo, di un altro colore."

"Barcollò, senza controllo sul proprio corpo impazzito di passione, e scivolò oltre il bordo.
Come al rallentatore vide gli occhi dell'amico sgranarsi, poi il senso del vuoto, il fiato uscire dai polmoni con uno sbuffo, le proprie mani che si agitavano invano alla ricerca di un appiglio irraggiungibile."

10. Al mare e in montagna

La giornata procedeva splendidamente.
Erano atterrati su una spiaggia molto piccola,assolutamente deserta, con una specie di isolotto di fronte, separato dalla riva da soli venti metri d'acqua bassa e trasparente.
Alle loro spalle una fitta vegetazione isolava la spiaggia dal resto del mondo.
Scaricarono le attrezzature – ben poche, in realtà - e si prepararono.
O meglio, McCoy si preparò, perchè T'Mar poteva rimanere in apnea sino a trenta minuti e la membrana nittitante sui suoi occhi le permetteva di vedere chiaramente sott'acqua senza maschera; inoltre aveva mani e piedi palmati, così nuotava senza pinne.
E Mccoy scoprì che reggeva l'ipotermia da immersione molto meglio del suo corpo troppo magro, nonostante le calme acque della baia fossero piuttosto calde.
L'immersione era semplice, adatta all'inesperienza di McCoy.
Videro specie aliene di pesci, colorati e giganteschi, che sembravano non aver paura di loro e si avvicinavano intrepidi.
Lei gli indicò un piccolo branco di due adulti e due piccoli, bianchi e lisci, e si avvicinarono.
Quelli si lasciarono toccare, poi iniziarono a giocare con loro, in particolare i piccoli che sembravano adorare girargli attorno per poi fermarsi di colpo e dargli dei colpetti col muso sui piedi.
Avevano occhi grandi e dolci, stranamente umani, e sembravano particolarmente intelligenti.
Quando riemersero T'Mar gli spiegò che non erano pesci ma cetacei, cioè dei mammiferi marini piuttosto evoluti. Lei giocava con loro fin da piccola.
Quando uscirono dall'acqua McCoy era quasi viola dal freddo.
- Ma tu stai tremando! Certo, che sciocca, io resisto molto bene al freddo in acqua, ma per gli umani è un'altra cosa! Vieni al sole –
Lo prese per mano e lo accompagnò sulla sabbia calda, in un punto riparato dalla brezza.
Al contatto tra le loro mani McCoy sentì un'improvvisa scarica attraversarlo.
Cosa…?
Lei continuò ad strofinagli le mani per riattivare la circolazione.
E la circolazione riprese, eccome. Come se da lei fluisse direttamente calore puro.
Si guardarono.
Gli occhi seri di McCoy incatenarono quelli di cobalto di lei, che si spalancarono di sorpresa.
Vide che gli zigomi di lei si soffusero di un'intensa sfumatura azzurra.
Sentì la corrente calda intensificarsi tra le loro dita.
Sollevò una mano e le spostò delicatamente una ciocca di spuma bianca dietro l'orecchio, rivelandone la punta, così aliena eppure così stranamente familiare.
Solo, di un altro colore.

Il trekking fino a quel momento era stato piuttosto duro, ma ne valeva la pena.
Dopo quattro chilometri di bosco erano usciti in una radura assolata, coperta di fiori azzurri.
Un piccolo animale, un incrocio tra un cerbiatto e una pecora, era scappato al loro arrivo.
Continuando avevano attraversato un sentiero accidentato circondato di bassi arbusti, infine le piante erano praticamente sparite per lasciare pieno campo alle rocce coperte solo da qualche muschio.
La vista era spettacolare, ma non riusciva a risollevare del tutto l'umore piuttosto tetro di Kirk.
Continuava a ripensare all'amico, al modo in cui li aveva raggiunti attraverso il legame per poi rifiutarli, e infine era spuntato il tenente Layrys...
Aveva una strana, spiacevole sensazione.
Spock procedeva sereno e riposato, come se quelle camminate sfiancanti lo ritemprassero; ovviamente, era impossibile capire a cosa stesse pensando.
Erano al termine di una ferrata sul fianco della montagna, costituita da pioli di metallo piantati nella parete a strapiombo da usare come passi del sentiero.
Kirk era arrivato sul sentiero solido e aveva appena sganciato il moschettone dalla corda di sicurezza, quando successe di nuovo.
Un'ondata emotiva, estranea e improvvisa, lo attraversò da capo a piedi, lasciandolo tremante.
Solo che stavolta non era paura, ma … desiderio.
Si voltò verso Spock e vide che anche lui lo aveva percepito.
Barcollò, senza controllo sul proprio corpo impazzito di passione, e scivolò oltre il bordo.
Come al rallentatore vide gli occhi dell'amico sgranarsi, poi il senso del vuoto, il fiato uscire dai polmoni con uno sbuffo, le proprie mani che si agitavano invano alla ricerca di un appiglio irraggiungibile.
Era ormai nel vuoto, quando sentì una stretta ferrea sul proprio polso arrestare la sua caduta sicuramente mortale.
Lo strattone quasi gli strappò l'articolazione della spalla, facendola gemere dolosamente.
Rimasero un istante così, Spock completamente oltre il bordo, quasi perpendicolare alla parete, tenuto dal moschettone di sicurezza che non aveva ancora sganciato, mentre sorreggeva con tutta la sua forza vulcaniana il peso dell'amico in quella posizione impossibile.
Kirk vide i muscoli vulcaniani gonfiarsi e fare uno sforzo enorme per tirarlo su.
Pregò che il chiodo del tirante reggesse il peso di entrambi.
Con uno strattone il vulcaniano lo fece praticamente volare oltre il bordo del sentiero, facendolo finire scompostamente sopra di lui, entrambi in terra.
- Capitano, sta bene? – chiese Spock prendendo Kirk per le spalle, con ben più che una traccia di preoccupazione nella voce.
Kirk lo guardò, scioccato.
Non riusciva a smettere di guardarlo.
Quel brivido di desiderio lo stava ancora attraversando. Lui era così bello… Tutto il proprio corpo reagiva al contatto col suo.
- Jim…? – chiese Spock, con una voce strana, strozzata; qualunque cosa fosse, stava succedendo anche a lui.
Il vulcaniano allungò una mano verso il suo volto, come a volerlo accarezzare, poi si fermò, tremando per lo sforzo.
- No…- sussurrò Spock – No. La mia mente domina, la mia mente domina, la mia …-
Chiuse gli occhi; una goccia di sudore gli scese dalla fronte.
Lentamente ritrasse la mano, mentre la mente di Kirk anelava solo che quella mano lo toccasse, gli prendesse il viso e lo avvicinasse al suo e …
Improvvisamente com'era iniziato finì, lasciandoli storditi e soli nei loro corpi.
Kirk rotolò via, ansimando come un mantice.
- Lasciami indovinare: Bones. – disse acido.
Spock annuì.
- Merda –
Spock non replicò.
In silenzio si rimisero in marcia, il più lontano possibile dal bordo del precipizio.