Torniamo alla missione e ai preparativi. Provate a immaginare tutto come un film, spero che funzioni.

"Si diresse a grandi falcate nel turboascensore, seguito a ruota dal primo ufficiale.
- Jim – disse il vulcaniano non appena le portine si chiusero con un sibilo – questa missione è pericolosa e piena di incognite –
- Se è il tuo modo di dirmi di stare attento, non preoccuparti: starò attento – sorrise Kirk.
- Non sappiamo molto di questo virus, né di coloro che ci sono dietro. La situazione potrebbe precipitare – la voce del suo amico era terribilmente seria.
- Lo so – il sorriso si spense – ma siamo tutti addestrati per questo. E siamo i migliori. Questo comporta delle responsabilità, a cui nessuno di noi può o vuole sottrarsi – "

4. Un lusso prezioso

- Capitano, siamo arrivati in prossimità di Cetacea. Rotta geosincrona standard inserita – segnalò Sulu.
- Sullo schermo – rispose Kirk, seduto a gambe accavallate sulla sua poltrona.
Sul monitor apparve una sfera completamente blu, a parte le formazioni nuvolose bianche e grigie.
- E' bellissimo – commentò Uhura.
- Sembra completamente ricoperto dall'acqua – rilevò Chekov.
- La superficie emersa è pari al tre punto sette percento – affermò il primo ufficiale dalla sua postazione.
- Mi chiedo come si sia evoluta la razza umanoide… - si chiese Kirk a voce alta.
- Signore, ci chiamano dalla superficie – riferì Uhura.
- Sullo schermo –
Sul monitor l'immagine del pianeta sparì per lasciar posto ad una figura di donna, indubbiamente cetaciana. Aveva la pelle celeste intenso, gli occhi grigi, i capelli di una sfumatura verde chiara e le braccia ricoperte di squame iridescenti.
- Qui è il capitano Kirk dell'astronave Enterprise, della Federazione – si presentò il capitano, alzandosi fluidamente dalla poltrona e sistemandosi come al solito la casacca – con chi ho il piacere di parlare? –
- Sono il prefetto Windal, capo dell'Unità di Crisi. Benvenuto, capitano Kirk, vi aspettavamo. Abbiamo davvero bisogno del vostro aiuto –
La donna aveva l'aspetto stanco, ma gli occhi restavano incredibilmente vivi: sembrava che potessero leggere nel pensiero a anche a quella distanza.
"Forse è così" pensò Kirk.
- Siamo qui per questo, prefetto. Speriamo di esservi utili. La mia squadra medico-scientifica è pronta a sbarcare sul pianeta. Il signor Spock, il mio primo ufficiale, coordinerà le ricerche –
Il vulcaniano entrò nell'inquadratura e rivolse un cenno del capo al prefetto.
- E' un vulcaniano, non è vero? Non deve sbarcare sul pianeta, capitano. Un altro membro della sua razza è stato colpito dal virus ed è morto in poche ore -
- Lo sappiamo, abbiamo ricevuto i rapporti. Il signor Spock rimarrà sulla nave –
- Il centro Emergenza è localizzato presso l'Università, dove si trovano i migliori laboratori. Vi sto inviando le coordinate. Gli studenti sono stati evacuati e potrete usare i loro alloggi. Vi ricordo che tutto il pianeta è sotto quarantena di massimo livello, questo comprende un campo di energia che circonda la superficie per evitare la diffusione del virus. Mi spiace per i disagi. Buona fortuna, capitano –
- Grazie, prefetto – rispose Kirk, chiudendo la comunicazione.
Il meraviglioso pianeta blu e bianco tornò ad occupare lo schermo.
Il capitano si volse verso i suoi uomini.
- Come prevedevamo, non potremo effettuare teletrasporti non autorizzati al di fuori delle postazioni prestabilite sul pianeta. Signor Sulu, è pronta la navetta Stealth? –
- Sì signore, la navetta due è stata modificata appositamente per passare inosservata ai sensori del pianeta. Siamo in attesa dei codici di sicurezza per attraversare il campo di contenimento –
- Ci penserò io ad ottenerli una volta sulla superficie. Squadra medica, pronti al teletrasporto in dieci minuti – disse, aprendo un canale dal bracciolo della poltrona.
- Sì capitano - accusò ricevuta il dottore.
- Buona fortuna. Kirk chiude -
- Uhura – disse, ruotando la poltrona verso il tenente - la squadra Due entrerà in azione durante il primo turno di guardia notturno presso l'ufficio di Tepam presieduto da una membro della Flotta. Spero di scoprire la rotazione dei turni poco dopo lo sbarco. Riunione informativa con il tenente T'Mar tra quindici minuti per i dettagli. Uhura, Chekov, fatevi sostituire e raggiungetemi in sala riunioni. Sulu, a lei la plancia. Signor Spock, mi segua per cortesia –
Si diresse a grandi falcate nel turboascensore, seguito a ruota dal primo ufficiale.
- Jim – disse il vulcaniano non appena le portine si chiusero con un sibilo – questa missione è pericolosa e piena di incognite –
- Se è il tuo modo di dirmi di stare attento, non preoccuparti: starò attento – sorrise Kirk.
- Non sappiamo molto di questo virus, né di coloro che ci sono dietro. La situazione potrebbe precipitare – la voce del suo amico era terribilmente seria.
- Lo so – il sorriso si spense – ma siamo tutti addestrati per questo. E siamo i migliori. Questo comporta delle responsabilità, a cui nessuno di noi può o vuole sottrarsi –
- Non posso che concordare –
- Adesso chi è che lascia che la sua capacità di giudizio sia influenzata da questioni personali? – provocò l'umano con il suo sorrisetto ironico.
- Non permetterei mai che…-
- Spock, stavo scherzando –
- Quando scenderai sulla superficie? –
- Subito dopo la riunione con T'Mar. Ho giusto il tempo di passare in cabina a recuperare la mia attrezzatura. Ti va di accompagnarmi? Se non sei troppo occupato in laboratorio … -
- No, posso venire –
Tutti e due sapevano senza esprimerlo che il rischio sarebbe stato elevato e che non avevano modo di prevedere quando si sarebbero rivisti. O se.
Come sempre, il tempo passato insieme era un lusso prezioso.
In cabina Kirk ripose velocemente nello zaino a tenuta stagna la muta da immersione, lo snorkel da trenta minuti, la divisa grigio-azzurra da operazioni marine con casco a schermo di energia, phaser, coltello, comunicatore subacqueo, scanner e supporto di memoria universale con inserito un bel programmino preparato da Spock che avrebbe dovuto violare praticamente qualsiasi sistema, copiare contenuti, sbloccare serrature a codice magnetico, tutto senza lasciare traccia del suo passaggio.
- Spero veramente che non mi serva l'attrezzatura da immersione… è passata una vita dall'ultimo addestramento simulato! Quando torno prometto di sottopormi ad un intero ciclo di … –
- Jim –
La voce insolitamente tesa del vulcaniano lo fece voltare.
Lo sguardo del vulcaniano era incredibilmente preoccupato. Poteva sentirlo chiaramente anche nella sua mente.
- Spock… mi spiace, parlo a sproposito… - si scusò contrito.
- Jim, hai ragione. Il coinvolgimento personale sta influenzando la mia capacità di giudizio. In questo momento… vorrei solo fare qualcosa, qualunque cosa per non farti scendere sulla superficie. So che questo è altamente illogico, ma… non posso farne a meno –
Kirk rimase commosso dalla candida affermazione del vulcaniano.
- Spock… è normale, anche per me è così. E' … umano. E non è un insulto! –
- Come fate a convivere con questa sensazione? - chiese, sinceramente interessato.
- La accettiamo e andiamo avanti. Ho paura che dovrai impararlo anche tu –
Si guardarono. Tante cose non dette…
L'umano sollevò lentamente la mano con due dita stese e unite verso l'amico, che ricambiò il gesto.
Al contatto tra le loro dita nel segno vulcaniano di affetto una corrente di emozioni e di parole si trasmise dall'uno all'altro.
Kirk sgranò gli occhi all'intensità delle sensazioni percepite, trattenendo il fiato; dopo solo un istante interruppe il contatto, sapendo che nessuno dei due avrebbe potuto sopportare altro.
- Puoi accompagnarmi alla riunione con T'Mar? – chiese, sollevando lo zaino con l'attrezzatura.
- Con piacere –
Qualche istante in più. Un lusso prezioso.

mmmmh, come al solito, il mio dannato animo romantico continua ad emergere in quella che dovrebbe essere una storia d'azione... rassegnatevi...